lunedì 31 dicembre 2012

Cinema in Spagna oggi. Nuovi autori. Nuove tendenze a cura di Giovanni Spagnoletti (Lindau)



Non solo Almodóvar: senza voler nulla togliere a un regista che ha massicciamente contribuito a traghettare la Spagna verso la cultura postmoderna, dopo quarant’anni di regime franchista, l’attuale cinema spagnolo ha ben poco a che fare con il grande Pedro. Praticamente sconosciuto in Italia, il cinema spagnolo è poco legato ai generi tradizionali autoctoni, più aperto invece a quelli d’oltreoceano: il thriller, la fantascienza, la commedia sofisticata. È una realtà che non si adatta a nessuna norma prestabilita: tra le sue fila convivono il cinema d’autore più rigoroso e la produzione più commerciale, lo spettacolo dichiaratamente di genere e l’intransigente ricerca formale. Con una peculiarità di fondo: la fioritura delle opere prime. Tra il 1990 e il 2001 hanno debuttato nel lungometraggio 251 registi (di cui 33 donne). Registi dunque che non hanno in comune nulla, tranne l’essere parte di quella che Manuel Vázquez Montalbán ha definito «la prima produzione biologica di spagnoli rigorosamente postfranchisti». Il presente volume, che ospita, tra gli altri, saggi di Ricardo Aldarondo, Carlos F. Heredero, Roman Gubern, Ángel Quintana, Oti Rodríguez Marchante, José Enrique Monterde, Esteve Riambau e Nuria Vidal, mette a fuoco i temi e lo stile dei più significativi nuovi registi spagnoli e ripercorre le diverse politiche del governo iberico nei confronti del cinema, senza dimenticare la particolare struttura federale della Spagna, composta da regioni autonome molto forti: la Catalogna di José Luis Guerin e Marc Recha, i Paesi Baschi di Juanma Bajo Ulloa, Daniel Calparsoro, Álex de la Iglesia e Julio Medem, la Madrid di Icíar Bollaín, Agustín Díaz Yanes, Fernando León de Aranoa e Santiago Segura.

Giovanni Spagnoletti è il direttore del Pesaro Film Festival, oltreché curatore di numerose monografie critiche, tra le quali ricordiamo Il cinema giapponese oggi. Tradizione einnovazione (Lindau 2002, con Dario Tomasi, Lindau 2002) e John Sayles e il cinema indipendente USA (con Roberto Pisoni, Lindau 2003). Pedro Armocida è critico cinematografico al «Giornale» e organizzatore del Pesaro Film Festival. Nuria Vidal è esperta di cinema iberico, su cui ha scritto numerosi volumi e contributi critici.

domenica 30 dicembre 2012

Confiteor. Potere, banche e affari. La storia mai raccontata a cura di Cesare Geronzi e Massimo Mucchetti (Feltrinelli)



Il giornalista e il banchiere. Un duello fatto di domande e risposte, di ricostruzioni incrociate, retroscena confidenziali, analisi a volte contrapposte sui personaggi, i conflitti, le congiure, i denari di trent'anni della nostra storia. Dalla Banca d'Italia di Guido Carli al Banco di Napoli, dalla Cariroma a Capitalia, fino a Mediobanca e alle Generali, Cesare Geronzi è stato un protagonista assoluto della finanza italiana. Hanno fatto discutere le sue relazioni con Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema e Antonio Fazio, le grandi operazioni bancarie culminate con la fusione del polo romano in UniCredit suggerita da Mario Draghi. E ancor più ha suscitato reazioni la sua ascesa alla presidenza dei templi della finanza del Nord. Nel dialogo serrato con Massimo Mucchetti, l'autore di "Licenziare i padroni?" e "Il baco del Corriere", prende corpo la "confessione" di un banchiere non pentito. Sono innumerevoli gli episodi mai raccontati che restituiscono la trama dei grandi affari: un continuo gioco di specchi che rimanda le mutevoli immagini dei vincitori. Indicato da Ciampi in Cariroma, Geronzi prese poi il potere sponsorizzando la Lazio come chiedeva il romanista Andreotti. Si sentì domandare da Enrico Cuccia, che nei suoi ultimi giorni voleva consolidare il suo delfino Maranghi in Mediobanca: "Vuol sempre bene a Vincenzino?". Ottenne da Giovanni Agnelli un soave: "Ma caro Geronzi, se lei non vuole, non si fa" con cui liquidare l'assalto alla Banca di Roma.

sabato 29 dicembre 2012

L’alba dei popoli con Admir Shkurtaj e Milena Magnani a Otranto



Il concerto di Capodanno per piano solo proposto da AnimaMundi per l'Alba dei Popoli del Comune di Otranto è ormai una tradizione. Per la terza edizione siede dietro la tastiera il musicista albanese italiano Admir Shkurtaj per eseguire Mesimér, album prodotto e pubblicato a luglio dall'etichetta salentina. Prima del concerto, inoltre, la scrittrice Milena Magnani presenterà il suo romanzo Delle volte il vento (Kurumuny, 2012), con il reading a cura di Marzia Quartini accompagnata da Antonio Corsano all'organetto diatonico. In Mesimér Admir Shkurtaj smonta e ricostruisce suono su suono sul suo pianoforte mezzacoda ("preparato" con portacandele e giornali) le arie popolari salentine, con la sua poetica centrata sul “gesto” sonoro, sulla “fluidità” del pensiero musicale e sulla “sceneggiatura sonora”. Le semplici e ammalianti melodie assumono di colpo sembianze insospettate, in un viavai continuo di travestimenti e rivelazioni. Ambientato duranti i primi sbarchi degli anni '90 sulle coste pugliesi Delle volte il vento ci svela l’altro, così vicino eppure così lontano per decenni. Il muro di confine naturale fra i due Paesi all'improvviso si sgretola e diventa al contempo lo specchio di virtù e chiusure del sud Italia, riflesse in Carmela che incontra Lume, un'albanese che non si lascia incantare dalla società del benessere e pur di non scendere a compromessi si barrica dietro una fragile barriera di cartoni e bivacca davanti al mare.

1 gennaio 2013 – alle 17:00 ci sarà la presentazione Delle volte il vento di Milena Magnani (Kurumuny) alla presenza dell'autrice. Lettura scenica MARZIA QUARTINI, organetto diatonico  ANTONIO CORSANO Alle 18:00 è previsto il concerto di Admir Shkurtaj presso il salone Maestre Pie Filippini (di fronte al Castello) nel centro storico di Otranto (ingresso libero)

Da quando nel 1991 è arrivato nel Salento, Admir Shkurtaj, strumentista e compositore albanese, ha rivoluzionato la scena musicale salentina. Grazie alla sua formazione classica e contemporanea, iniziata a Tirana e terminata a Lecce, all'originalità nell'approccio al jazz e alla conoscenza delle tradizioni musicali albanesi e balcaniche, è oggi tra i più rispettati musicisti pugliesi e italiani. Dalla fine degli anni Novanta, ha avuto un ruolo centrale nella nascita e e nell'affermazione di un filone di balkan salentino con gli Opa Cupa, i Ghetonìa e i suoi Talea. Con questi ultimi si è fatto conoscere a livello internazionale come tra i più originali interpreti di balcan jazz, mentre i salentini Ghetonìa sono espressione naturale di quell'incontro tra Salento e Albania, terre divise da pochi kilometri di mare ma culturalmente molto diverse, ricominciato agli inizi degli anni Novanta dopo la caduta del Muro di Berlino e del regime albanese. Con loro, Shkurtaj ha reinventato la tradizione musicale salentina, in particolare quella della Grecìa Salentina, divenendone uno dei più profondi conoscitori.
È per questa sua particolare storia artistica e umana che AnimaMundi ha voluto affidargli l'interpretazione di alcune melodie tradizionali o d'autore, ma riconosciute ormai come salentine.

Mesimér è l'incontro su un pianoforte mezzacoda delle diverse idee che costituiscono l'articolato e visionario pensiero musicale di Shkurtaj. Le arie popolari vengono smontate e ricostruite attraverso i linguaggi del jazz d'avanguardia, la sensibilità balcanica nell'articolazione del suono e nei ritmi e il pensiero destrutturato contemporaneo. Quest'ultimo vuole conquistare una “fluidità” del discorso musicale, liberandola dalla retorica delle strutture ormai decantate nella cultura classica e pop occidentale. Così, in “Pizzica di Santa Lucia”, Shkurtaj segue un processo creativo basato sul concetto di “gesto”, movimenti casuali sulla tastiera, che si rincorrono come le idee nel fluire naturale e non lineare del pensiero umano. In “Pizzica di San Vito” si fa strada invece un'altra visionaria idea di Shkurtaj, quella della “sceneggiatura sonora”: cinque personaggi “in scena”, interpretati da cinque gesti/eventi sonori che si alternano fino ad assumere la loro fisionomia compiuta.

la critica:

Admir Shkurtaj smonta e rimonta sui tasti la Puglia della tradizione. Con rispetto e coraggio (Guido Festinese, Alias-Il Manifesto)

Mesimér ci ricorda che la tradizione non appartiene solo al passato [...]. Shkurtaj apre molte porte. Questa musica non è solo un altro timbro per i nostri passaporti. Essa stessa è il viaggio. (Tyran Grillo, RootsWorld)

le note, come gli ingredienti di una pietanza, vengono scomposte negli elementi primari e poi rimescolate, reimpastate per dare un risultato finale che, in qualche modo, ha a che fare con la pietanza originaria, pur non essendo più la stessa. [...] Colpisce in Mesimér il senso di esplorazione di insolite sonorità. (Carla Visca, FolkBulletin)

Admir Shkurtaj con Mesimér ha dato vita ad un disco fascinoso ed originale da cui traspare non solo tutto il suo percorso musicale, ma anche la sua ricerca tra i suoni della musica contemporanea e del jazz. (Salvatore Esposito, BlogFoolk)




venerdì 28 dicembre 2012

Orto e Giardino Biologico di Marie-Luise Kreuter (Giunti)



Un manuale indispensabile per tutti coloro che desiderano coltivare frutta, verdura e fiori secondo metodi naturali: le conoscenze scientifiche di base; tutte le pratiche della coltivazione biologica nell'orto, nel frutteto e in giardino; un elenco completo delle singole specie, con suggerimenti di ulteriori varietà e consigli per la coltivazione, la semina e la raccolta. Il "Calendario dei lavori" mese per mese, stagione per stagione, i lavori da effettuare nel giardino e nell'orto. Il "Vademecum di lotta antiparassitaria" è uno strumento prezioso per riconoscere e combattere velocemente parassiti e malattie con metodi rigorosamente biocompatibili. In appendice figura un dettagliato indirizzario - con indirizzi internet - di vivai, ditte specializzate, associazioni e istituti di ricerca operanti nel settore della coltivazione biologica.

giovedì 27 dicembre 2012

Processo al Codice Da Vinci di Andrea Tonelli (Gribaudi Edizioni)



Più di  quaranta milioni di  persone hanno letto il bestseller internazionale di Dan Brown Il Codice da Vinci e ora vedranno il film tratto dal romanzo. Si tratta di un thriller di fanta-religione basato sul nulla? Un'opera di pura fiction senza fondamento? Oppure una sconvolgente verità che da due millenni attendeva di essere rivelata? Gesù era davvero sposato con la Maddalena? La Chiesa cattolica ha davvero ingannato Ì suoi fedeli per venti secoli? Esistono dei Vangeli "alternativi" che ci presentano un Gesù diverso da quello che conosciamo? È mai esistita una "discendenza" dì Cristo? E i Templari, con i loro misteri, hanno giocato un ruolo nel tramandare questo inconfessabile segreto? Questo libro indaga in modo sistematico sul fenomeno Codice da Vinci e rivela l'inconsistenza delle sue tesi.

mercoledì 26 dicembre 2012

Mistica Templare (Mediaframe)



DALLA RELIGIOSITA' CROCIATA ALLA REGOLA TEMPLARE, SIMBOLI, ARCHITETTURE E RITI SEGRETI - I "Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone", più noti come Cavalieri Templari, sono conosciuti anzitutto per le loro qualità di guerrieri crociati, e per alcune ipotesi storico-alternative che li vogliono scopritori di antichi tesori. Ma in realtà, i Templari erano anzitutto dei religiosi: un Ordine di monaci immersi in una vita di contemplazione ed esoterismo. Riscoprire il senso religioso e mistico dei Cavalieri Templari, significa forse riportare la questione a parametri che le sono autenticamente propri. In questo documentario, analizzando gli aspetti simbolici della storia, dei riti, delle architetture dell'Ordine, gli autori adottano chiavi di lettura teologiche, mitologiche e psicoanalitiche. Attraverso questa amplificazione, si ha un’idea del potenziale energetico dell’immaginario templare, che tanto ha ispirato fantasie e fraintendimenti.

contenuti:
-Dalla religiosità crociata alla Regola Templare
-Tracce di architettura templare
-I riti: amplificazione simbolica e realtà storica

con interviste a FABRIZIO TRALLORI, GIOVANNI SPINI
musiche
GOAD

fiction
FRANCESCO TOLA
DAVID VALORI
LORENZO RAVEGGI
MARCO PECCHIONI

voce narrante
FABRIZIO FABER

martedì 25 dicembre 2012

LE SALENTINE



L'IDEA - Le salentine nascono dal desiderio di creare un mazzo di carte da gioco legato al territorio e alla sua storia pur mantenendo una giocabilità pari a quella delle carte regionali napoletane, a cui si ispirano e di cui conservano la peculiarità dell’aspetto cromatico. Il mazzo è composto da quattro semi che si richiamano alla tradizione e ne diventano sintesi simbolica: le brocche (per le coppe), i lecci (per i bastoni), le tarante (per i denari) e le zappe (per le spade). Le figure del nove e del dieci sono di nuovo impianto: al posto del cavallo e del re ci sono l’asino e il santo. Il retro di ogni carta è una sintesi grafica del soffitto della cattedrale di Otranto. Gli abiti delle figure dell’otto e del nove di tutti i semi sono ispirati alle illustrazioni dei costumi tradizionali salentini. Queste carte sono certamente uno strumento di gioco ma anche un biglietto da visita per i turisti perché la simbologia riprodotta offre cenni e riferimenti ai riti e miti, all’arte, ai costumi che poi trovano un ulteriore approfondimento sul sito dedicato: www.cartesalentine.it. Le salentine sono state disegnate interamente a mano, realizzate e prodotte in Salento da B22 e Kurumuny.

Per info
Alessandro Sicuro 3289683018


lunedì 24 dicembre 2012

Brindisi degli angeli di Anila Hanxhari (La Vita Felice)



Di Anila Hanxhari mi ha sempre sorpreso, colpito positivamente, l’intensità dell’emozione dentro il verso, la forza espressiva che rende il suo testo un oggetto molto materico, felicemente carico e denso. [...]
La sorpresa di questo suo nuovo libro nasce in modo evidente dal coesistere della sua tipica e quasi inconfondibile energia espressiva con una tensione del tutto nuova verso una maggiore, netta necessità di comunicazione. Il testo, dunque, ne risulta insieme ancora ricco di energia ed emozione, eppure, a suo modo, più aperto, leggibile, immediato. [...]
Diverso è qui il progetto, diversa è la necessità che le tematiche stesse, la vitalità degli affetti, vengono a proporre. Anila entra con coraggio anche nel tema della lirica più in fondo abusato e difficile da trattare, quello dell’amore; ma riesce a farlo con solida concretezza e senza abbandoni o cedimenti, e dunque conferma, su modalità e registri rinnovati, l’autenticità della sua vena poetica. Insomma, questa ragazza albanese è una delle voci più attendibili e mature della nostra giovane poesia.

dalla prefazione di Maurizio Cucchi

domenica 23 dicembre 2012

Passo uno. L'immagine animata dal cinema al digitale a cura di Giaime Alone e Alessandro Amaducci (Lindau)



Il volume di Alonge e Amaducci non è una storia del cinema d’animazione. Si tratta piuttosto di una riflessione teorica sull’animazione, costruita attraverso l’analisi di una serie di opere, tendenze, autori particolarmente interessanti e significativi. La prima parte (scritta da Alonge) è incentrata sull’animazione «industriale» dei grandi studios americani, dall’epoca del muto sino ai lungometraggi in digitale, mentre la seconda (firmata da Amaducci) è dedicata alle diverse correnti sperimentali, dalle avanguardie storiche sino alle esperienze più recenti. Ma in realtà non è possibile tracciare una netta linea di separazione tra i due ambiti, perché i rapporti, gli scambi, le contaminazioni, tra il lavoro delle équipe degli animation departments di Hollywood e quello degli artisti solitari dell’avanguardia (europea e nord-americana) sono stati frequenti e intensi. L’introduzione della tecnologia digitale ha poi rivoluzionato il panorama dell’animazione, mettendo radicalmente in discussione l’opposizione canonica tra cinema dal vero e cinema d’animazione, nonché la stessa nozione di cinema. Questo libro, dunque, prende le mosse dai primi, tremolanti, disegni animati degli inizi del XX secolo, per arrivare alla computer grafica degli inizi del XXI, costruendo un percorso articolato in cui si incontrano oggetti tra loro assai diversi: prodotti di consumo e opere d’avanguardia, immagine cinematografica e immagine digitale, tradizione europea e tradizione americana.

Giaime Alonge insegna Storia del cinema al Dams di Torino e al Dipartimento di animazione della Scuola Nazionale di Cinema. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Uno stormo di Stinger. Autori e generi del cinema americano (2004) e, con Giulia Carluccio, Il cinema americano classico (2006).

Alessandro Amaducci, videoartista, realizzatore di documentari, videoclip e spettacoli multimediali, insegna al Dams di Torino. È autore di testi teorici sull’estetica e sulla tecnica dell’immagine elettronica e digitale: presso Lindau nel 1997 ha pubblicato Il video. L’immagine elettronica creativa e nel 2003 Banda anomala. Un profilo della videoarte monocanale in Italia.

sabato 22 dicembre 2012

Faccia al muro, di Cesare Battisti, traduzione di Paola De Luca (DeriveApprodi). Intervento di Nunzio Festa



Questo è un uomo. Cesare Battisti, che nel romanzo "Faccia al muro", scritto in lingua francese e n Italia tradotto da Paola De Luca per le storiche e intransigenti DeriveApprodi, è Auguto - eteronimo utile alla (dissimulazione, sic) danza del reale -, dimostra di riuscire a rompere la sua identità di fuggitivo. Distrugge, Battisti, tutto il negativo della sua condizione 'storica': facendo un'opera letteraria che non ha pari. Questo è un uomo, intanto perché lo scrittore sempre meno italiano e più italiano possibile da la prova concreta, in letteratura, di, a differenza della solita trita e ritrita e stucchevole perfino idea che i medium continaumente continuano a volerci propinare a dosi d'anestetico pubblicitario di stampo e, soprattutto, marca ideologica, di mettere la sua vicenda insieme e accanto quelle dei tanti reclusi e, quindi, perseguitati della Storia. Non solamente, aggiungiamo, i carcerati. In Faccia al muro, infatti, abbiamo la storia, che chiaramente si fa trama imperdibile, degli uomini che la terra d'esilio di Battisti tiene dietro le sbarre. Che però divengono un'unica cosa con il Paese. La disperazione della povertà, appunto dissimulata nuovamente, con il tifo calcistico e i favori al carnevale di carne e sesso carnale fumato con l'alcol è prostituzione giovanile insieme a soldatificazione dei giovanissimi che devono coccolare, per usarlo spesso, il potente fucile buono alla difesa dei territori del narcotraffico che farà alla fine 40.000 episodi di morte a giro di sole. Quando la luce del sole, in fondo, è contesa, esattamente a metà, fra i commercianti di droga pesante e i consumatori del divertimentifico, il più delle volte europei-occidentali dunque in vacanza di turismo comunque maschilista, e le anime sempre belle di persone che devono arrangiarsi alla stregua dei popoli più deboli della terra desolata. Questo è un uomo, ché sa dire con corpo e pensieri la parola "compassione". Al di là delle, a tratti tragicomiche, esperienze della storiella da libro/enciclopedia del nuovo mercato dell'omologazione culturale imperante. Lo scrittore come trama non ci dona che tutto il Brasile amato e odiato dai suoi compagni di cella, mentre osserva il passero a fare libertà fuori dalle prigioni e durante le passeggiate libere e perseguitate del periodo d'approdo nel nuovo Stato. Tanto passato denso di vicende che fanno una sola vicenda, quella dei condannati. Il racconto della durezza che vuol dire le visite da centro d'addestramento per carcerieri che devono sperimentare sulla pelle e nella mente dei reclusi come si lavora a "ispezionare". I racconti di vite che s'immergono una nell'altra, vedi quella dell'Aurea vista da lontano lontano, e quelle vicine della Sandra alla fine alcolizzata prossima a una giovanissima Janaina da scoprire. Situazioni da spia, in quanto la vita d'Augusto è trafitta dall'occhio di controllori che non lo mandano subito in prigione ma lo seguono ovunque e comunque. In tutti i modi. Col corpo d'una donna da amare. Tramite regali inattesi che celano l'inganno sotto la scorza del banale quotidiano. Il carattere della lingua di Battisti non fa perdere un respiro dell'intera narrazione. S'irradia nelle similitudini essenziali. E vediamo ogni punto che lo scrittore vuol renderci. Quadruppani ha parlato di "ricerca di verità": Faccia al muro è in sintesi la Verità d'una vita normale raccontata da un maestro dell'arte di narrare. Dove senti il sudore sulle tue mani che improvvisamente si fa presenza ascoltando il richiamo dell'agitazione descritta da Cesare Battisti durante i passaggi di nazione in aereoporto, sai che sei in un libro dei migliori in assoluto. Le remore che potreste avere nell'approccio al testo, saranno superate immediatamente nel conto interminabile visto dal diario febbrile d'esperienze che fanno un uomo. E questo è un uomo. Gli elementi del romanzo classico sono rispettati. Alla faccia dei puristi. Però in più abbiamo fortunatamente quel che piace davvero a noi. Troviamo infatti nel romanzo la forza condizionante della riflessione non assuefatta dall'incalzare degli episodi. Il narratore onniscente trova il basso non superficiale dell'umanità al quale abbeverarsi. E poi nel tramestio del fuggir sempre e dovunque ci spiega punto per punto e/o passo dopo passo i sentimenti che si provano da perseguitato. Faccia al muro è da sbatter nelle librerie, sicuramente misere di capolavori, della gente che crede nella pena di morte. O ammira per esempio l'ergastolo; come pure vive soltanto nell'accanimento ossessivo contro Cesare Battisti. Cercate questo libro, capirete.


venerdì 21 dicembre 2012

“James Bond 1962 – 2012″ di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)



James Bond è un eroe moderno, un personaggio entrato a far parte della Storia. È costume, società, vita, rumors, azione, vendetta, sangue, rabbia, astuzia, sagacia, efficacia, merchandising e molto altro. 007 è l’emblema dell’evoluzione degli ultimi cinquant’anni, il simbolo di una giustizia che vive solo nella fiction, la personificazione dell’uomo duro e puro, l’allegoria di chi non deve mai chiedere permesso e la rappresentazione dei sogni (anche fornicanti) degli uomini. James Bond è la rinascita, il risveglio e la volontà di accedere in luoghi lontani, meravigliosi od oscuri, pregno di pragmatismo, ironia e savoir-faire. Questo testo vuole ricordarlo, riconoscerlo e analizzarlo. Questo non è un volume di figure e racconti, è un saggio che ne studia la sua evoluzione, è un libro che ne ripercorre gli eventi e ne svela (forse) di mai conosciuti. Un’opera ampia, generosa e sufficientemente ricca di spunti per riflettere, ma anche per carpire gli spunti narrativi, datati e contemporanei, che hanno costruito l’immagine di uno dei personaggi più seguiti della Storia del Cinema. All’interno del testo: L’universo di 007 (James Bond, al servizio di Sua Maestà – Un viaggio globale – I volti di 007). Analisi economica e sociale di un mito (Analisi fattoriale – La serialità entra nel mondo del cinema – Bond, il re del Product Placement – Il Fandom). Interazioni con altri personaggi del grande schermo (L’altro personaggio illustre di Sua Maestà – Union Flag versus Stars & Stripes: servizi segreti a confronto – Tutte le spie sfacciate del cinema). Cinquantesimo anniversario (Le Bond-Girls – 1962 /2012 cinquant’anni di film – Le azioni indimenticabili – Conclusioni).
Introduce Nicola Falcinella, giornalista e critico cinematografico.
Marco Paracchini è un regista free-lance, scrittore e docente accademico. Cosmopolita, ha avuto la fortuna di vivere in alcune tra le città più grandi del mondo come Tokyo, New York e Boston. Ora vive in Italia, sul confine tra Piemonte e Lombardia. Ha pubblicato “Comunicazione Cinematografica” (Phasar Edizioni, 2012), “i Rinnegati” (Kimerik 2012), “Animali, a chi?” (Aljon Editrice, 2012), Linea di confine (Edizioni Astragalo, 2011). Maggiori informazioni disponibili su http://www.marcoparacchini.eu
"James Bond 1962 – 2012" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)
"James Bond 1962 – 2012" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni),
2012, €12, ebook 4,99€, ISBN: 978-88-6358-161-4, pp. 130
Info:
Clicca su MI PIACE per ricevere i nostri aggiornamenti quotidiani su Facebook:
Seguici su twitter:

Tramontana di Giuseppe Calogiuri al Coffee and Cigarettes di Lecce



Una inquietante sequenza di oscure morti e sparizioni agita le acque di una tranquilla cittadina del sud coinvolgendo indistintamente rampolli di buona famiglia, onesti professionisti e modesti lavoratori. L’apparente gratuita casualità dei fatti mette in allerta il fiuto di Michelangelo Romani, giornalista del Messaggero Quotidiano, e di Sandro Gennari, direttore di TeleCittàUno, che decidono di investigare nonostante la servile prudenza dei rispettivi editori quando l’indagine sembra infastidire le poltrone di politicanti affaristi o turbare antiche coscienze.
Affiancati dalla fedele Carla, i due amici si mettono ostinatamente in cerca di polverosi “scheletri” negli armadi più insospettabili, seguendo l’esile filo di una traccia che appare sempre più sfuggente, in attesa del segnale anomalo rivelatore. Cosa sa il vecchio colono Antimo? E chi è il cinico giustiziere? Un giallo tutto salentino in cui lo studio delle atmosfere d’ambiente si sposa con la scrittura elegante e il gusto della suspense.. L’appuntamento è previsto per domenica 23 dicembre 2012 al Coffee and Cigarettes di Lecce in via Paladini. Interverrà il giornalista Pierpaolo Lala

Giuseppe Calogiuri è nato a Lecce e qui vive e lavora come avvocato specializzato in diritto d’autore e degli artisti. Già cronista e reporter per quotidiani e riviste locali, all’avvocatura associa l’attività di chitarrista blues e jazz. Scrittore sin dall’età giovanile, ha esordito nella narrativa nel 2005 (premio “Corto Testo”). Scrive su ogni pezzo di carta gli capiti tra le mani. Tramontana è il primo romanzo della serie con protagonista il giornalista Michelangelo Romani.

INFO

www.lupoeditore.it

Coffee and Cigarettes - via Paladini, 23 - 73100 - Lecce
tel. 0832.244877

Ufficio Stampa
Overeco Agenzia
www.overeco.it

giovedì 20 dicembre 2012

GoodMooning! di Stefano Saltarelli edito da Phasar Edizioni




GoodMooning! di Stefano Saldarelli è il libro ideale per chi abbia voglia di regalare un sorriso, oltre che regalarsi una buona lettura.
GoodMooning!” è un susseguirsi di scene stellari, o meglio lunari. Un libro allegro, divertente e ironico che narra una storia sconosciuta ed inedita: quella dell’ipotetica e segretissima missione spaziale che precedette la storica e ufficiale missione Apollo 11. Ventiquattro racconti brevi che formano, nell’insieme, un vero e proprio affresco di situazioni evocative, raccontate con maestria dall’autore e corredate ognuna da spassose immagini illustrate e geniali didascalie. Un libro “spaziale”, una favola contemporanea adatta a tutti i lettori.
Soprattutto “GoodMooning!” non potrà non far riflettere il lettore adulto che, dietro la veste ironica, avrà la possibilità di scorgere un’altra chiave di lettura del libro: la solitudine del protagonista, l’astronauta John Doe, costretto a fronteggiare una serie incredibile di difficoltà senza poter contare su alcun aiuto; il suo essere “anonimo”, a partire dal nome e dal fatto di indossare sempre il casco con visiera scura anche nelle occasioni più quotidiane e intime; il suo atteggiamento quasi rassegnato, distaccato, di fronte alle situazioni più folli che incontra, quasi una metafora della vita; fino alla frase “Houston... I have a problem!”, ripetuta volutamente come un mantra rassicurante.

Ebbene sì, John Doe ci insegna che occorre molta ironia e molto “fair-play” per affrontare la vita nel migliore dei modi. Ci vuole ironia per evitare di soffrire, ironia per non ferirsi né ferire.
L’ironia è un ingrediente indispensabile nella vita di ognuno di noi e Stefano Saldarelli dimostra di saperlo bene. Così come dimostra di possedere una particolare creatività, spesso legata a citazioni, rimandi cinematografici, situazioni della vita quotidiana, anche grazie all’interessante abbinamento del testo con gli esilaranti disegni di cui è autore. Il lettore di qualsiasi età o genere rimarrà catturato dalla lettura del libro GoodMooning! e pagina dopo pagina si ritroverà catapultato sulla luna a passeggiare insieme a John Doe, magari in compagnia del cane Strudel, per affrontare insieme a lui le situazioni più surreali e divertenti.  È un racconto sorprendente che, a partire da Natale, consigliamo di far brillare sui vostri scaffali.

GoodMooning!”- La missione spaziale che portò l’uomo sulla Luna nel luglio 1969 non fu la prima. Anche se di pochi mesi, fu preceduta da un’altra. Assolutamente top secret.
Poiché la posta in gioco era altissima e gli imprevisti inimmaginabili, fu deciso di inviare alcuni volontari sulla Luna per preparare lo sbarco ufficiale. Questo libro raccoglie i diari di missione del programma spaziale più segreto al mondo, oggi conosciuto grazie al contributo di alcuni testimoni chiave che hanno messo a rischio la loro vita per far luce sul caso di insabbiamento più importante della storia. Questa missione fu battezzata “GoodMooning!” ed oggi voi conoscerete la verità.

Stefano Saldarelli è nato a Firenze il 21 settembre 1969, in pieno programma spaziale Apollo. Da sempre è appassionato di fantascienza e missioni spaziali. Vive e lavora a Prato dove svolge l’attività di grafico freelance (www.achrom.it). Nell’inseguire i propri sogni, nel 2006 progetta e realizza l’allestimento dell’ambiente di lavoro nel quale svolge la propria attività, prendendo ispirazione dal design della serie televisiva “Spazio1999” (www.studio1999.it). Alla fine del 2009 studia e realizza il logo GoodMooning! e l’astronauta John Doe. All’inizio del 2012 il sogno GoodMooning! prende vita attraverso la realizzazione di alcuni disegni che vengono poi riprodotti su t-shirt e “mug”. Nascono parallelamente anche alcune brevi storie che cominciano ad essere raccolte in un blog (www.goodmooning.it). Queste storie si sviluppano e a dicembre 2012 diventano un libro, questo libro...

GoodMooning!” su Phasar Edizioni (http://www.phasar.net/catalogo/libro/goodmooning)

Sito di “GoodMooning!”, http://www.goodmooning.it

mercoledì 19 dicembre 2012

Baguette di Silvia Venturini Fendi (Rizzoli)



Nel 1997 Silvia Venturini Fendi ha rilanciato la maison grazie alla Baguette, una piccola borsa dalle linee semplici e geometriche, da portare sotto il braccio come il famoso pane francese da cui trae il nome. In oltre mille modelli, ricamata, in pelle, in pelliccia, in coccodrillo, di perline e in tessuto, e in pezzi unici disegnati da famosi artisti e designer, la Baguette è diventata un'icona dello stile senza tempo, la borsa per cui le star, da Madonna a Julia Roberts passando per Naomi Campbell e Gwyneth Paltrow, fanno pazzie. "La Baguette è nata come archetipo", spiega nel libro Paola Antonelli, curatrice del MoMA di New York, "la sua forma semplice e riconoscibile è stata la base per centinaia di variazioni nei materiali e nelle interpretazioni". Questo libro, a cui hanno collaborato Banana Yoshimoto, Paola Antonelli, Pearl Lam, Quirino Conti, Sarah Jessica Parker, Sophie Fontanel, Dana Thomas e Achille Bonito Oliva, racconta, con l'ausilio di 250 foto a color una storia di maestria, alto artigianato, moda e design e celebra attraverso parole e immagini un accessorio che è diventato quasi un multiplo d'arte.

martedì 18 dicembre 2012

Bottega Veneta a cura di T. Maier (Rizzoli)



Il percorso di Bottega Veneta affonda in un tempo in cui il marchio era conosciuto soprattutto per le morbide borse in pelle di fattura artigianale. Famosa in tutto il mondo per la pelletteria dalla particolare lavorazione a intreccio, oggi la maison è nota anche per l'incredibile gamma di prodotti di lusso che comprendono valigeria, gioielli, arredi, accessori per la casa, orologi, profumo, prèt-à-porter uomo e donna e molto altro. Oggi, come allora, il marchio è sinonimo di raffinatezza discreta e individualità ricercata, sintetizzate nello slogan "When your own initials are enough". Questa monografia è il risultato di uno sforzo congiunto tra il direttore creativo, Tomas Maier, il consulente d'immagine Sam Shahid, e molte delle firme di punta del giornalismo di moda.

lunedì 17 dicembre 2012

L'essenza e l'esistenza. Fritz Lang e Jean Renoir: due modelli di regia, due modelli di autore a cura di Simone Villani (Lindau)



Come è possibile che Fritz Lang – autocrate del set, apologeta della pianificazione produttiva, «teorico» del controllo assoluto –, che per molte ore prima di girare segnava per terra con dei gessi colorati tutte le posizioni progressive che gli attori avrebbero dovuto occupare durante le riprese, dica di sé: «Ho fatto tutti i miei film come un sonnambulo»? E perché Jean Renoir – devoto all’improvvisazione, disponibile ad «arrendersi» all’apporto coautoriale fin dell’ultimo componente della troupe – è il più personale, il più riconoscibile, il più «autore » degli autori francesi? Di lui si dovrà ben dire, come Polonio di Amleto: «C’è del metodo nella sua follia»; ma anche di Lang, lo abbiamo visto, occorrerà riconoscere – con una singolare reversione del dettato shakespeariano – che c’è della follia nel suo metodo.
Sul duplice contrappunto di due coppie di remake (La Chienne e La Bête humaine di Renoir rifatti da Lang con Scarlet Street e Human Desire) – caso unico nella storia del cinema tra due autori di questa grandezza – L’essenza e l’esistenza mette in scena un avvincente corpo a corpo tra due giganti della Settima Arte: come in un esperimento di laboratorio, vediamo uno stesso, identico segmento del romanzo di Zola (o di quello di La Fouchardière) girato prima da Jean Renoir, poi da Fritz Lang. Con un finale allargamento di campo il libro arriva a proporre due modelli d’autore: un paradigma Lang-Kubrick, e un paradigma Renoir-Rossellini, una divaricazione che s’incunea nel paradosso di una forma espressiva – il cinema – che implica una continuità tra testo e mondo sconosciuta alle altre arti.

Simone Villani è dottore di ricerca presso il Dipartimento omunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Per Donzelli ha pubblicato Il Decameron allo specchio. Il film di Pasolini come saggio sull’opera di Boccaccio (2004).

domenica 16 dicembre 2012

CHRISTIAN DIOR (Rizzoli) a cura di Patrick Demarchelier (Rizzoli)



Christian Dior raggiunse la fama intenazionale nel 1947 con il "New Look", che rivoluzionò il modo di vestire delle donne nel dopoguerra. Da allora è divenuto uno dei grandi nomi della moda, nonché il simbolo della Haute Couture parigina. Oggi la maison Dior è conosciuta in tutto il mondo per la raffinatezza delle sue creazioni, caratterizzate dal desiderio smpre vivo di unire l'idea della sartorialità e del fascino al più esclusivo savoir-faire. Questo libro propone oltre cento straordinarie creazioni di Alta Moda, compresi alcuni abiti disegnati dallo stesso Christian Dior. Le fotografie sono di Patrick Demarchelier, celebre per gli splendidi ritratti che impreziosiscono le pagine di riviste come "Vogue", "W" e "Vanity Fair". Testi di Ingrid Sischy. Prefazione di Jeff Koons.

sabato 15 dicembre 2012

La Didattica dell’Odio di Danilo Cipollini (Bel-Ami Edizioni)



IL LIBRO - La Didattica dell’Odio è quello che accade quando un saggio di filosofia sull’odio incontra un degenerato col vizio della battuta: il risultato è un libro tragicomico fra Leibniz e fellatio praticate da persone travestite da Cappuccetto rosso, fra l’impegno politico ormai latitante e rane che saltano fuori da pentole in ebollizione, fra uno statista dai tratti dispotici e un comico, sua nemesi, che si ritroverà a dover improvvisamente crescere a quarant’anni capeggiando un’improbabile rivoluzione.

L’AUTORE - Danilo Cipollini è nato a Roma nel 1984 e ha vinto il premio MarteLive 2011 nella sezione Letteratura. Ex aspirante pugile, ex aspirante laureato in filosofia, ex aspirante agente di commercio, ex aspirante fotografo, a un certo punto smette di aspirare, espira e si mette a scrivere. Dopo anni di racconti, reading sottopagati in giro per l’Italia e altre amenità, eccolo qui. La Didattica dell’Odio è il suo primo romanzo. Non vi chiederà mai se vi è piaciuto, quindi fumatevi una sigaretta e prima di rivestirvi diteglielo voi.

A CURA DI  - Stefano Donno (1975) si è laureato nel 2005 in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce. Sue poesie sono inserite in numerose antologie e suoi articoli e saggi sono apparsi su importanti riviste nazionali e internazionali. Oggi con Luciano Pagano è Overeco.it. Pubblicazioni: Sturm and Pulp (Lecce, 1998); Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo – + (Copertino, 2001); Sliding Zone (Lecce, 2002); L’Altro Novecento – giovane letteratura salentina dal 2002 al 2004 (Lecce, 2004); Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica per versi (Faloppio, 2009); Mendica Historia (Lecce, 2010); Corpo Mistico (Roma, 2010).

QUI

venerdì 14 dicembre 2012

Il Tempo del Bambino e della Stella – come cantavano gli italiani il Natale di Giandomenico Curi – Prima nazionale il 18 dicembre 2012 a Salerno



 Prima nazionale al Teatro Arbostella di Salerno (viale Verdi n.2) per il nuovo libro sul Natale di Giandomenico Curi dal titolo “IL TEMPO DEL BAMBINO E DELLA STELLA - COME CANTAVANO GLI ITALIANI IL NATALE” (Edizioni Kurumuny). L’appuntamento è previsto per il giorno 18 dicembre 2012 alle 21,00. Ingresso gratuito.
Da dove vengono i nostri canti di Natale? Come sono arrivati fino a noi i testi e soprattutto le melodie? Queste sono le domande a cui prova a dare una risposta la ricerca di Giandomenico Curi, il cui lavoro trova sintesi e realizzazione in un booklet corredato da un Cd audio con 20 tracce sonore: 15 brani sono riproposti da artisti come Nando Citarella, Ambrogio Sparagna, Elena Ledda e molti altri; 5 invece sono registrazioni d’archivio fatte durante la ricerca sul campo.
Il Natale con il suo rituale è soprattutto una festa popolare, proprio a cominciare dai canti che raccontano le storie della nascita di Gesù. Molte testimonianze sono state affidate alla tradizione orale e popolare, altri documenti hanno trovato il conforto e la protezione del testo scritto, dell’armonizzazione di maestri appassionati, e poi fondamentale per la trasmissione di tutto questo patrimonio è stata la pratica esecutiva, il fatto cioè che molti canti continuano a essere riproposti di anno in anno, per cui oggi si continua a cantare Tu scendi dalle stelle, un testo composto e musicato da sant’Alfonso Maria de’Liguori. Il tempo del bambino e della stella. Come cantavano gli italiani il Natale, raccoglie alcuni dei canti più rappresentativi da Nord e Sud, dal Trentino al Salento, passando anche per Sicilia e Sardegna, raccontando i rituali e le tradizioni che da secoli accompagnano questa festività tra le più importanti da un punto di vista religioso ma anche laico e prima ancora pagano.

Giandomenico Curi è autore radiofonico e televisivo, saggista e regista. Si occupa da sempre di cinema e musica. Tra i suoi libri: Il cinema francese della Nouvelle Vague; Cenere e diamanti (il cinema di Wajda); Vorrei essere là (cantautori in Italia); Chiedo scusa se parlo di Gaber; I frenetici: 50 anni di cinema e rock; Dalida (la voce e l’anima); Semiologia, cinema rock; ecc. Oltre a un centinaio di videclip, ha diretto due documentari per la Rai (su Baglioni e Guccini), due film (Ciao ma’ e Lambada) e la serie televisiva di Valentina. Da una decina d’anni insegna Semiologia del cinema e degli audiovisivi all’Università di Roma Tre e Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Link University di Roma.

Illustrazioni a cura di B22 - B22 è un laboratorio creativo di due menti e quattro mani, Alessandro Sicuro e Francesco Cuna. Nel loro book, in ordine sparso, grafica pubblicitaria, illustrazione, scenografie, fotografia, pittura, disegno dal vivo, abbigliamento e qualsivoglia gesto creativo. Il nostro motto? "Difficile, come affezionarsi ad una mosca, ma non impossibile".

On Youtube - "IL BAMBINO E LA STELLA" di Giandomenico Curi

Info Edizioni Kurumuny
Via Palermo, 13 (Calimera, Lecce) / Telefono: 0832801528/ Cellulare: 3299886391

giovedì 13 dicembre 2012

Simboli e Segreti di Michelangelo di William E. Wallace (Rizzoli)



Nelle parole del suo contemporaneo e ammiratore Pietro Aretino – “Il mondo ha molti re e un sol Michelangelo” – può essere riassunta l’unicità e l’universalità di un artista che, come nessun altro, ha raggiunto livelli d’eccellenza ancora insuperati in scultura, pittura e architettura. Nel corso della sua esistenza, quasi novant’anni di trionfi e disordini, Michelangelo ha visto succedersi ben tredici papi, nove dei quali sono stati anche suoi committenti. Benché non immune alle critiche dei contemporanei, l’influenza e la reputazione della sua arte non sono mai state messe in discussione. Michelangelo è riuscito a dare vita a opere che, da secoli, continuano a ispirare e meravigliare il pubblico. Si pensi alle toccanti Pietà, agli affreschi della cappella Sistina, agli Schiavi, alla colossale tomba di Giulio II e alla nuova basilica di San Pietro: il loro impatto è unico, indelebile e universale. Alla grandezza delle sue creazioni corrisponde però da sempre il mistero della sua figura; la sua arte e la sua vita presentano numerosi interrogativi ancora aperti. Quali segreti si nascondono dietro a capolavori come il David, il Tondo Doni, la Creazione di Adamo o il Giudizio Universale? O dietro a opere meno note quali la Madonna della scala, il Mosè, la Vittoria o la Madonna di Bruges? Questo volume della collana Simboli e Segreti ci accompagna alla scoperta della vita e dell’opera di Michelangelo e risponde alle nostre domande, raccontando una storia che diventa più affascinante a mano a mano che vengono svelati i significati simbolici attraverso l’analisi di cinquanta tra le creazioni più famose di pittura, scultura, architettura e disegno dell’artista toscano. Come negli altri libri di questa collana, all’immagine di ogni opera si sovrappone una pagina corredata da “finestre”, aperture che inquadrano e spiegano i dettagli più eloquenti, permettendo così al lettore di focalizzarsi su alcuni aspetti nascosti e inediti, o sulle questioni tecniche più interessanti.
William E. Wallace è professore di Storia dell’Arte presso la Washington University di Saint Louis, negli Stati Uniti. Esperto di fama internazionale, è autore di più di ottanta articoli e saggi sull’arte del Rinascimento e di diverse monografie su Michelangelo, tra cui il fortunato Michelangelo: The Complete Sculpture, Painting, Architecture, pubblicato da Universe. È stato consulente di alcuni programmi della BBC e ha registrato un corso audiovisivo della collezione Great Courses, intitolato The Genius of Michelangelo.

mercoledì 12 dicembre 2012

Il mio Salento, la mia Puglia di Adelmo Gaetani edito da Affari Italiani Editore



Il mio Salento. La mia Puglia” raccoglie più di cento interviste pubblicate dal Nuovo Quotidiano di Puglia a protagonisti della vita sociale, economica, religiosa, culturale, artistica, scientifica e sportiva di una terra lontana, scoperta solo negli ultimi anni anche dagli stranieri, sino a diventare un luogo cult di un turismo che non chiede soltanto sole e mare. È una terra di frontiera e di dialogo, con radici che affondano in una storia millenaria, ricca di fascino, ma anche carica di profonde contraddizioni. Le interviste esprimono uno stato d’animo combattuto e mentre offrono storie di personaggi noti e ricordano aneddoti, fatti di vita, a volte dolorosi, allo stesso tempo si propongono come narrazione sociale capace di intrecciare i luoghi e i pensieri legati alla memoria con le sfide per un futuro che si vuole migliore del presente. C’è il racconto, ma c’è anche la denuncia per le cose che non vanno e la proposta costruttiva per cercare di voltare pagina. A parlare sono salentini e pugliesi, di nascita e qualche volta di adozione, che con le loro qualità, la determinazione, il gusto della sfida, la voglia di raggiungere traguardi prestigiosi possono, a ragione, proporsi come modelli positivi.”.
Elenco intervistati: Alfredo Altavilla, Alessandra Amoroso, Antonio Annicchiarico, Anna Caterina Antonacci, Lino Banfi, Eugenio Barba, Angelo Basile, Antonio Benarrivo, Annamaria Bernardini de Pace, Rossella Brescia, Pasquale Bruno, Mario Buffa, Stefano Campanella, Ennio Capasa, Piero Capodieci, Roberto Cappello, Antonio Caprarica, Albano (Al Bano) Carrisi, Donato Carrisi, Francesco Paolo Casavola, Franco Causio, Benedetto Cavalieri, Antonio Cavallari, Roberto Cingolani, Cosimo Cinieri, Pasquale Corleto, Maddalena Corvaglia, Pantaleo Corvino, Roberto Cotroneo, Francesco D’Andria, Stefano Dambruoso, Gianni De Benedittis, Giancarlo De Cataldo, Ferdinando (Fefè) De Giorgi, Salvatore De Giorgi, Luigi De Mitri, Domenico (Mingo) De Pasquale, Antonia Dell’Atte, Mario Desiati, Emanuele Di Palma, Fausto Durante, Ivan Fedele, Guido Maria Ferilli, Fernando Filoni, Cesare Fiorio, Fredy Franzutti, Sergio Fusetti, Marcello Gennari, Gabriele Giudice, Emio Greco, Hubert Houben, Gianni Ippoliti, Giacomo Leone, Piernicola Leone de Castris, Francesco Libetta, Antonio Malecore, Mario Marafioti, Mario Marti, Antonio Maruccia, Antonio Mele (Melanton), Domenico Mennitti, Fabrizio Miccoli, Piero Montinari, Antonio Montinaro, Nandu Popu (Fernando Blasi), Domenico Nardelli, Pasquale Natuzzi, Mariella Nava, Paolo Nespoli, Fabio Novembre, Rocco Palombella, Flavia Pennetta, Angelo Maria Perrino, Mario Perrotta, Alessia Perrucci, Luigi Pezzuto, Carlo Pignatelli, Antonio Quarta, Massimo Quarta, Antonio Raffaele, Giuseppe Maria Ricchiuto, Antonella Ricci, Michele Riondino, Aldo Romano, Antonio Romano, Augusto Romano, Cosmo Francesco Ruppi, Giuliano Sangiorgi, Antonio Scarlino, Carlo Schilardi, Franco Sebastio, Giovanni Semeraro, Marcello Semeraro, Eleonora Sergio, Tito Schipa jr., Valentina Siccardi, Claudio Spadaro, Salvatore Spedicato, Ernesto Sticchi Damiani, Franco Ungaro, Giacinto Urso, Roberta Vinci, Edoardo Winspeare
Qui su Affari Italiani