venerdì 11 agosto 2017

Zoroaster’s Telescope

CARVE THE MARK by Veronica Roth | Official Book Trailer

DIVIDING EDEN by Joelle Charbonneau | Official Book Trailer

Universe in Flames - Space Opera Book Series Trailer (4K)

"Folate e nuvole" - Erio Gusmeroli [Booktrailer]

Schegge di memoria - Isabella Pileri Pavesio - De Ferrari - Booktrailer ...

Braccio di Ferro torna in edicola con la Gazzetta dello Sport

Zoroaster’s Telescope

venerdì 28 luglio 2017

Alessandra Peluso … la poesia che incanta, la Poesia che è vita!

Act I&II Trailer

Still there is water: The Rule Book trailer

Salomonic Magical Arts

The Afflicted Mirror. A Study of Ordeals and the Making of Compacts

Il Mosaico Pavimentale di Otranto (Significati Simbolici ed esoterici) di Mario De Marco (Formamentis ) a Santa Cesarea Terme



L’Associazione Thorah  e Formamentis Edizioni nell’ambito della rassegna “Templari in Terra d’Otranto e Mosaico Pavimentale di Pantaleone” è prevista la presentazione del volume dal titolo Il Mosaico Pavimentale di Otranto (Significati Simbolici ed esoterici) di Mario De Marco (Formamentis) presso l’EST HOTEL di Santa Cesarea Terme, in via Pola  venerdì 28 luglio 2017 ore 20,00.  Intervengono il Prof. Mario De Marco (Storico), Dr. Stefano Donno (Editore e Vice Presidente Ass. Thorah), Dr. Flavio De Marco (Direttore format Apulia Tribe). Modera Bruno Conte, giornalista.
L’abbazia di San Nicola di Càsole fu un grande punto di riferimento per l’intero Mediterraneo, luogo mistico ed iniziatico, alchimia di tradizioni tra Oriente e Occidente,  patria delle lettere e delle conoscenze  di grande respiro tanto da precorrere con larghissimo anticipo quello che sarà il rinascimento italiano. Di questo e molto altro si parla nello splendido lavoro di Mario De Marco, studioso salentino che ha pubblicato “Il mosaico pavimentale di Otranto. Significati simbolici ed esoterici”, edito da Formamentis. Nel volume corredato di immagini splendide, si parla dell’opera visionaria e, insieme, lucidamente simbolica di Pantaleone, forse monaco, sicuramente erudito, probabilmente un iniziato.

giovedì 27 luglio 2017

TARTAROS

36 FACES

L’Associazione Thorah e l'Associazione Gnosis presentano i due nuovi libri di Stefano Donno a Lecce

























L’Associazione Thorah e l'Associazione Gnosis presso i Giardini del Bar Astoria a Lecce (Piazza Italia – adiacente Porta San Biagio) presenta il 27 luglio 2017 a partire dalle ore 19,30 in una prima regionale i libri di Stefano Donno editi da I Quaderni del Bardo Edizioni dal titolo “Breve commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto” e “Appunti per una fenomenologia dello spirito iniziatico”. Introduce la serata il Presidente dell’Associazione Thorah Grazia Piscopo. Presentano l’autore il giornalista e scrittore del paranormale Mario Contino e il giornalista Giuseppe Pascali. In un momento di deriva e tensioni sociali il ruolo degli studi esoterici propone ad intellettuali e studiosi di chiedersi qualcosa in più in maniera più approfondita circa questioni fondamentali sul destio dell'umanità e delle nostre comunità, forse con uno sguardo più acuto che vede oltre l'oscurità in cui siamo immersi 

Breve commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto a cura di Stefano Donno. Prefazione a cura di Enrica Perucchietti (iQdB Edizioni di Stefano Donno)
«La maggior parte dei documenti su Ermete Trismegisto sono di carattere oscuro, accessibili soltanto agli iniziati. […] Dietro il vero iniziato c’è una persona che ha compiuto durissimi sforzi, che ha superato prove di volontà e fatiche spirituali. L’esoterismo non è per niente l’avaro occultamento di tesori materiali che sarebbero altrimenti alla portata di chiunque. Chi davvero vuole questo tesoro, chi si eleva con tenace costanza fino all’altezza alla quale lo attende a porte spalancate il Tempio della Sapienza, solo costui può avere accesso al santuario». (Maria Szepes, Il Leone Rosso)
Quando l’amico Stefano Donno mi ha chiamato per chiedermi di scrivere la prefazione del presente saggio, stavo rileggendo, a distanza di anni, Il Leone rosso, il romanzo esoterico di Maria Szepes. Sincronicità volle che la sera stessa incappassi nella parte in cui Hans ascolta, spiando di nascosto il maestro alchimista Rochard, un dialogo tra questi e l’amico Bahr. Il dialogo in questione si concentra proprio sulla Tavola Smeraldina e sull’interpretazione che da secoli gli iniziati cercano di carpire alle sibilline parole della Tabula. Caso volle che avessi ripreso in mano il libro dopo una conversazione avuta qualche giorno prima con un altro amico: rileggendo le parole di Szepes su Ermete Trismegisto non potei che sorridere e accettare di cuore di curare questa breve prefazione. Pungolata dalla sincronicità, decisi anche che avrei inserito alcune citazioni del libro. Nel passo citato, il medico e alchimista Rochard spiega allo scettico Bahr, che verrà poco dopo guarito grazie al Lapis e finirà per credere ciecamente in quei principii che negava e derideva, che «La rivelazione di Ermete Trismegisto racchiude in sé allo stesso modo i segreti più profondi della creazione, quali l’essenza delle forze che costituiscono i mondi trascendenti, le cosiddette regioni astrali. Ma oltre a questo designa anche l’alchimia nel senso stretto del termine, il cuore segreto dell’alchimia, la formula spirituale della preparazione dell’Elisir di Vita». L’anziano iniziato prosegue sottolineando come il fascino della Tabula non risieda soltanto nel suo contenuto, ma anche nella struttura «perché nasconde in sé la prova il cui superamento digrossa lo spirito, rendendolo maturo per accogliere la soluzione dell’enigma». Donno ci spiega proprio come vadano interpretati il contenuto e la struttura della Tabula, analizzando passo a passo i suoi corollari e offrendo una illuminante e preziosa spiegazione che sarà certamente utile per l’iniziato quanto per colui che si avvicini per la prima volta a questo genere di tematiche. Sullo sfondo il suo leggendario autore, Ermete Trismegisto. (dalla prefazione di Enrica Perucchietti)

Appunti per una fenomenologia dello spirito iniziatico di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni) Fratellanza, conoscenza, coscienza e iniziazione. Sono queste le parole chiave dell’ultima fatica dell’amico, scrittore ed editore Stefano Donno. Il punto di partenza dell’opera è una breve osservazione della situazione politica attuale che tocca ovviamente punti delicati e controversi: «È veramente possibile che il processo di autodistruzione della nostra civiltà sia veramente irreversibile e non ci sia più nulla da fare?» si chiede l’autore. La risposta, che trovate tra le pagine del libro, è un messaggio di forza e speranza che può fungere da esempio per tutti. Non è il momento di fuggire, di retrocedere di fronte ai mali del mondo, anzi, è proprio in questo momento che ci si deve fare forza e combattere, portando la Luce nel mondo per condividerla con gli altri Fratelli e Sorelle. (dalla prefazione di Enrica Perucchietti)

Stefano Donno (1975) si laureato nel 2005 in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce. Nel febbraio 2013 ha ricevuto una Laurea HC in Juridical Science presso la Moscow University Sancti Nicolai. Ha pubblicato: Sturm and Pulp (Lecce, 1998); Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo (Copertino, 2001); Sliding Zone (Lecce, 2002); L’Altro Novecento - giovane letteratura salentina dal 1992 al 2004 (San Cesario, 2004); Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica per versi (Faloppio, 2009); Mendica Historia (con Sandro Ciurlia, Lecce, 2010); Corpo Mistico (Roma, 2010); Prezzario della rinomata casa del piacere (con Anna Chiriatti, Martignano, 2011); A Sud del Sud dei Santi a cura di Michelangelo Zizzi (Faloppio, 2013), Nerocavo (Copertino, 2014); Breve Commentario alla tavola Smeraldina (Lecce, 2017).

iQdB edizioni di Stefano Donno  (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)

La maledizione delle sacerdotesse d'Illiria di Mira Meksi (Besa Editrice)



La maledizione delle sacerdotesse d’Illiria è un avvincente romanzo in cui storia, leggenda e mito si fondono per dare voce a un periodo del quale purtroppo non esistono che scarsi documenti storici. La narrazione prende spunto dall’antico mito greco di Cadmo e Armonia, che trascorrono i loro ultimi anni di vita in Illiria per poi diventare serpenti e quindi numi tutelari della regione. Teuta, la protagonista del romanzo, è la donna-serpente divisa tra il suo essere pirata, regina e totem del popolo illirico, e il suo amore senza limiti nei confronti del navarco Demetrio di Faro. Ambizioni, gelosie, sangue e passione percorrono le pagine di questo romanzo, legando i destini di personaggi che – tra conquiste, guerre e desiderio d’amore – sembrano, loro malgrado, subire il destino dettato dagli occhi del serpente-indovino Illyrios.
Mira Meksi, scrittrice e traduttrice albanese, rappresenta una delle voci più importanti e potenti nel panorama letterario del periodo successivo alla caduta del regime di Enver Hoxha. Ha ricevuto diversi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, come il Premio per la traduzione letteraria del Ministero della Cultura, nel 2008. Ha tradotto opere di autori prestigiosi come Márquez, Vargas Llosa, Baudelaire e Neruda. Fra le opere di cui è autrice compaiono Frosina e Janina, Ballo a Versailles, Omicidio a Venezia.

Science Fiction Novel "A Life Cycle Reborn" Movie Trailer

*OFFICIAL* Hollywood Dirt Movie Trailer (PassionFlix)

Apple Of My Eye, Raman Nalluswamy Thevar, Book Trailer

mercoledì 26 luglio 2017

Penumbrae

Hands of Apostasy

La storia di Mr Polly di Herbert George Wells. Prima traduzione integrale italiana Caterina Ciccotti. Prossimamente in libreria per Meridiano Zero



Scelto da Robert McCrum (Observer, The Guardian, Faber & Faber) per occupare il 39° posto nella lista dei 100 romanzi imperdibili di tutti i tempi (The Guardian), Mr Polly racconta una storia attualissima, che spiega come rivoluzionare la propria esistenza. Wells mette in campo una piccola parabola socialista in cui un uomo di mezza età si libera di casa, lavoro e matrimonio per abbracciare uno stile di vita che lo rende più felice. "Se il quoziente intellettivo medio della nostra società fosse di poco superiore a quello di un povero idiota, la gente avrebbe già dato fuoco a buon parte di Londra e di Chicago, tanto per fare un esempio, e al posto di questi ammassi pestilenziali di putride proprietà private avrebbe costruito città più sane e vivibili". (H.G. Wells La storia di Mr Polly)
 Chi non ha mai pensato di dare fuoco alla propria stanca esistenza e ricominciare da capo? Mr Polly, un piccolo commerciante annoiato, fa conseguire i fatti a un pensiero fisso: incendia casa e bottega, lascia la moglie e parte in cerca di una vita migliore. La sua esistenza è come quella di tanti: determinata da scelte di circostanza. La piccola rivoluzione insita in questa storia consiste nel liberarsi dalle scelte di vita “capitate” e volere finalmente qualcosa. Ma cominciamo dall’inizio. Elfrid Polly, fervido inventore di neologismi, “preferisce il lavoro alla scuola” così decide di avviarsi all’apprendistato in un grande magazzino in cui lavora (poco) e bighellona (molto) con alcuni compari. Le loro avventure ricordano Tre uomini in barca: lo stesso spensierato umorismo dei tre giovani “gentiluomini” di Jerome K.Jerome. Ecco però che il padre passa a miglior vita e gli lascia una discreta somma. Dopo una vacanza in bicicletta da “uomo libero”, la forte pressione sociale e famigliare descritta con toni umoristici lo convincono ad avviare una piccola attività in riva al mare, nel piccolo, sonnacchioso villaggio di Fishbourne. Facendo seguito a un ragionamento ad alta voce, chiede la mano della cugina Miriam. Segni particolari: Miriam ride forte alle battute di Elfrid ed è mostruosamente brava nelle faccende di casa. Mr Polly percepisce il suo matrimonio come un incidente e la penna impeccabile di Wells ci regala questa considerazione ricca di ironia:
"Doveva sposarsi per volontà della società: quella stessa società che in tempi passati aveva stabilito che altri poveri cristi dovessero essere condannati con sontuosi cerimo­niali, da propri simili severi quanto inesorabili, a essere annegati, bruciati o impiccati". Stessa sensazione accompagna la sua attività di “shop manager”, solo i libri lo salvano dal tedio di quella piccola bottega fonte di ben poche soddisfazioni, anche pecuniarie... Matura così nel suo cervello un’insopprimibile voglia di scappare da quella situazione. Sarà un profetico e didattico brano di Marx a confermare che le piccole botteghe hanno sempre contribuito all’indebitamento più che alla felicità dei propri gerenti e Mr Polly (come Fantozzi con il ragionier Folagra) sarà illuminato da quelle parole: questo brano segna un punto di svolta nella trama. È una sorta di attualissimo consiglio ad entrare a far parte dell’intelletto collettivo a discapito del proprio tornaconto individuale. È così che il protagonista matura la decisione di farla finita con tutto, dare fuoco al negozio (e alla casa sopra di esso) e tagliarsi contestualmente la gola. La decisione arriva repentina, seguendo questa raffica di domande e un’unica risposta: "La sua vita aveva mai avuto un inizio? Mai! Si sentiva come se la sua anima fosse stata soffocata e i suoi occhi bendati fin dalla nascita. Perché aveva vissuto in quel modo? Perché si era sempre piegato alle circo­stanze, perché aveva preso tante cantonate? Perché non aveva mai insistito per ottenere le belle cose che desiderava, non le aveva mai veramente cercate, non aveva mai lottato per esse, mai rischiato la vita piuttosto che rinunciarvi? Quelle erano le cose che contavano, non la sicurezza".
E da qui inizia la seconda parte del romanzo e della vita di Elfrid Polly. L’incendio va in porto e rischia di dar fuoco a mezza Fishbourne. Ma il suicidio no, e il tentativo di salvare dalle fiamme la mamma del vicino –  scena divertentissima, quella del salvataggio della vecchia signora – lo scagionano dal sospetto di essere l’artefice del fuoco. Da qui inizia il libero e leggero vagabondaggio del nostro eroe atipico per il countryside inglese, alla ricerca di un senso, della felicità, ovvero di quel che potrebbe piacergli. Un donchisciottesco peregrinare tra ricordi e incontri fortunati, un’amicizia a prima vista (molto più certa del coup de foudre) e zuffe furibonde che vedono il nostro nei panni inediti del combattente per la propria serenità. Come va a finire? Wells consiglia di mollare tutto e cambiare vita? Sì, eccome, e nella semplicità di un tramonto con la nuova amica (battezzata la grassignora) troverà le parole per descrivere la vita che gli calza a pennello: Sono stato creato per amare tramonti e cose del genere. Un libro che fa riflettere divertendo, un gioiellino dell’epoca edoardiana che solleva potenti interrogativi esistenziali. Effetti collaterali: l’impulso fortissimo a cambiare radicalmente quello che non va nella propria esistenza.

Herbert George Wells (1866-1946) è stato uno scrittore britannico tra i più popolari della sua epoca, tutt’oggi stimatissimo come uno degli iniziatori del genere letterario fantascientifico. Di modesta condizione sociale, esercitò diversi mestieri tra cui il commesso di bottega prima di vincere, a vent’anni, la borsa di studio per la Normal School of Science di Londra. Il suo primo romanzo avveniristico fu il capolavoro di fantascienza sociale La macchina del tempo (1895), cui seguirono, con altrettanto successo, L’isola del dottor Moreau (1896), L’uomo invisibile (1897) e La guerra dei mondi (1898). Di forte orientamento socialista e militante, Wells entrò nel 1903 nella Fabian Society (come G.B. Shaw) e scrisse articoli, saggi e romanzi di forte tensione verso gli ideali di libertà e giustizia sociale. Il filone della sua prolifica produzione narrativa stranamente meno noto in Italia è invece quello umoristico, di cui La storia di Mr Polly (1910) rappresenta l’esemplare più riuscito. Dal romanzo sono stati tratti l’omonima pellicola di Anthony Pellisier (1949), con il premio Oscar John Mills nel ruolo di Polly, e tre serial televisivi prodotti dalla BBC (1959, 1980, 2007).