L'ultimo romanzo breve di
Francesca Mazzucato, che abbiamo avuto il privilegio di leggere in antemprima
grazie al coraggioso e dinamico editore emiliano Giraldi, titolato "Il
corpo infranto", è carico dell'urgenza di scrittura, e dunque di vita -
come la scrittrice c'ha insegnato -, che dalle posizioni transitorie della
sospensione desiderosa portano nella fertilità assoluta della consumazione, per
intero, dell'esperienza; con lo stile che Francesca Mazzucato da anni ci fa
amare, quel sempre formoso punteggiare della parola descritta in ogni sua
sfaccettatura: la linea oltrepassata dell'erotismo andato in letteratura. Ché
Mazzucato è la penna italiana più importante del genere. Dove il corpo,
ovviamente, è metafora del far tutto fino in fondo. Perfino quando per fine
d'un amore oppure d'un rapporto tutto d'affinità sessuale, il corpo chiaramente
si ripresenta con le sue ammaccature e le troppe lesioni. L'opera sarà in
libreria a ottobre. Ma è già disponibile in versione e-book. Per presentarla
l'autrice ha parlato della narrazione di "desideri sublimi o mortali,
assenza di dignità, credenze e comportamenti che trovavo insensati negli altri,
finché io stessa non ho fatto a essi ricorso". Perché Il corpo infranto,
appunto, racconta: "una storia vera, nuda, violenta d'amore, violenta di
mancanza, piena di assoluto e di dolore, assetata d'intimità, pietosa, erotica,
patetica, slabbrata, patologica, mistica, banale". Tra Parigi, Amsterdam e
infine pure tutti i luoghi possibili. Dove però è un aggettivo, usato anche da
Francesca Mazzucato stessa, a far da riferimento: "slabbrata". Dove
insomma la frugalità delle mani che prendono e invadono non è fugacità. Ma
voglia di possedere senza confini. Dentro una notte lunghissima. E gravida di
cattivi ma amabili pensieri. Praticati, certo. "Si tratta di un romanzo
scritto, dopo, nelle brasserie di Parigi, con furia, bisogno, febbre e non mi
ha lasciata indenne, anzi. Ancora fragilissima e convalescente", parole di
Mazzucato. Scrittrice prolifica e attenta traduttrice, Francesca Mazzucato
nuovamente c'invita a sentire l'abisso dell'erotismo. Quando il corpo diviene
unico elemento con la storia. Tradotta in Francia, Germania, Grecia, Spagna e
Usa, Mazzucato collabora a magazine, siti internet e riviste letterarie
italiane e straniere. Oltre a essere tra le fondatrici e direttrice editoriale
di Errant Editions Small Ditigal Publisher (www.pinterest.com/erranteditions/).
mercoledì 11 settembre 2013
Il corpo infranto, di Francesca Mazzucato, Giraldi Editore. Intervento di Nunzio Festa
L'ultimo romanzo breve di
Francesca Mazzucato, che abbiamo avuto il privilegio di leggere in antemprima
grazie al coraggioso e dinamico editore emiliano Giraldi, titolato "Il
corpo infranto", è carico dell'urgenza di scrittura, e dunque di vita -
come la scrittrice c'ha insegnato -, che dalle posizioni transitorie della
sospensione desiderosa portano nella fertilità assoluta della consumazione, per
intero, dell'esperienza; con lo stile che Francesca Mazzucato da anni ci fa
amare, quel sempre formoso punteggiare della parola descritta in ogni sua
sfaccettatura: la linea oltrepassata dell'erotismo andato in letteratura. Ché
Mazzucato è la penna italiana più importante del genere. Dove il corpo,
ovviamente, è metafora del far tutto fino in fondo. Perfino quando per fine
d'un amore oppure d'un rapporto tutto d'affinità sessuale, il corpo chiaramente
si ripresenta con le sue ammaccature e le troppe lesioni. L'opera sarà in
libreria a ottobre. Ma è già disponibile in versione e-book. Per presentarla
l'autrice ha parlato della narrazione di "desideri sublimi o mortali,
assenza di dignità, credenze e comportamenti che trovavo insensati negli altri,
finché io stessa non ho fatto a essi ricorso". Perché Il corpo infranto,
appunto, racconta: "una storia vera, nuda, violenta d'amore, violenta di
mancanza, piena di assoluto e di dolore, assetata d'intimità, pietosa, erotica,
patetica, slabbrata, patologica, mistica, banale". Tra Parigi, Amsterdam e
infine pure tutti i luoghi possibili. Dove però è un aggettivo, usato anche da
Francesca Mazzucato stessa, a far da riferimento: "slabbrata". Dove
insomma la frugalità delle mani che prendono e invadono non è fugacità. Ma
voglia di possedere senza confini. Dentro una notte lunghissima. E gravida di
cattivi ma amabili pensieri. Praticati, certo. "Si tratta di un romanzo
scritto, dopo, nelle brasserie di Parigi, con furia, bisogno, febbre e non mi
ha lasciata indenne, anzi. Ancora fragilissima e convalescente", parole di
Mazzucato. Scrittrice prolifica e attenta traduttrice, Francesca Mazzucato
nuovamente c'invita a sentire l'abisso dell'erotismo. Quando il corpo diviene
unico elemento con la storia. Tradotta in Francia, Germania, Grecia, Spagna e
Usa, Mazzucato collabora a magazine, siti internet e riviste letterarie
italiane e straniere. Oltre a essere tra le fondatrici e direttrice editoriale
di Errant Editions Small Ditigal Publisher (www.pinterest.com/erranteditions/).
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