venerdì 16 settembre 2016

CONFUSIONE - La saga dei Cazalet - Vol. 3 di Elizabeth Jane Howard con la traduzione di Manuela Francescon . In libreria per Fazi



Da oggi in tutte le librerie trovate il terzo capitolo dell'avvincente saga familiare che sta appassionando migliaia di lettori. Dopo Gli anni della leggerezza e Il tempo dell'attesa, Confusione riprende le vicende dei Cazalet dal marzo del 1943, a circa un anno dal punto in cui si erano interrotte sul finale del secondo volume. Archiviata ormai da tempo la leggerezza dei primi anni e terminata finalmente anche la lunga attesa che ne è seguita, assistiamo finalmente all’ingresso nel mondo delle giovani Cazalet. La fine della guerra, ormai prossima, sta per aprire le porte a un mondo nuovo, più moderno e libero.
Il libro - È il 1942: da quando abbiamo salutato i Cazalet per l’ultima volta è trascorso un anno. I raid aerei e il razionamento del cibo sono sempre all’ordine del giorno, eppure qualcosa comincia a smuoversi: per le giovani Cazalet la lunga attesa è finita, e finalmente Louise, Polly e Clary fanno il loro ingresso nel mondo. Quella che le aspetta è una vita nuova, più moderna e con libertà inedite, soprattutto per le donne. Le cugine si avviano su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più libero, in cui le donne lavorano e vivono la loro vita amorosa e sessuale senza troppe complicazioni. Mentre Louise si imbarca in un matrimonio prestigioso ma claustrofobico, sul quale incombe l’ingombrante presenza della suocera, Polly e Clary lasciano finalmente le mura di Home Place per trasferirsi a Londra e fare i loro primi passi nell’agognata età adulta, che si rivela ingarbugliata ma appagante. Per quanto riguarda il resto del clan, fra nascite, perdite, matrimoni che vanno in frantumi e relazioni clandestine che si moltiplicano, i Cazalet vanno avanti a testa alta e labbra serrate, sognando, insieme ai loro amici e ai loro amanti, la fine della guerra: «il momento in cui sarebbe iniziata una vita nuova, le famiglie si sarebbero ricongiunte, la democrazia avrebbe prevalso e le ingiustizie sociali sarebbero state sanate in blocco». Ormai ci sembra di conoscerli personalmente, e non possiamo che attendere insieme a loro quel momento. Nel frattempo, godiamoci i colpi di scena di Confusione, che ci lasceranno senza fiato.
Elizabeth Jane Howard (Londra, 1923 – Bungay, 2014) Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite dal padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con otto milioni di copie vendute. Fazi editore ha pubblicato il romanzo Il lungo sguardo nel 2014 e i primi due capitoli della saga: Gli anni della leggerezza, nel 2015, e Il tempo dell’attesa, nel 2016. Di prossima pubblicazione i successivi due volumi della serie.

martedì 13 settembre 2016

Piombo su Milano. Il ritorno di Gabriele Sarfatti (NOVECENTO EDITORE)



IL LIBRO DAL 15 SETTEMNRE 2016 IN LIBRERIA  - Nell’inverno milanese, quando la città della Madonnina s’incarognisce ancora di più, un killer sta decimando i rom. La sua allucinata missione in un mondo in cui per lui ci saranno sempre più cattivi che buoni è quella di “truccare un pochino la bilancia”. Per il cecchino sono tutti zingari da far fuori con un solo colpo sparato da un fucile di precisione, come sagome al tiro a segno del luna park. Criminali, imprenditori e politici sono stranamente interessati più che mai all’“emergenza rom”. Un Natale nero in cui l’imbranato cronista di nera Gabriele Sarfatti torna a vestire i panni di un improbabile Marlowe per la sua nuova inchiesta, muovendosi tra la “Presunta Metropoli” fumando, inciampando e bestemmiando ripensando alla sua amata Genova e al “fottuto odore del mare”.

L’incipit - In inverno, se possibile, Milano diventa ancora più cinica e bastarda. La foschia ti scende addosso di colpo, avanzando con bassi fendenti che s’insinuano fra i calanchi di cemento e ne risalgono lentamente le crepe. È la stagione in cui la gente s’adatta a vivere nella nebbia come sott’acqua, in una sorta di bolla marina riempita di echi che nessuno ascolta, dove i pensieri fluidificano e i desideri cattivi sbocciano per finire a svolazzare sui décolleté di coscienze fragili e devastate dallo stress, o più facilmente da cazzate lette su Whatsapp che scambiano per fattori di stress. È la stagione in cui si muore di più, anche: quasi un milanese su due, dicono le statistiche, taglia lo striscione dell’ultimo chilometro tra novembre e febbraio, chissà perché. Ci sono i suicidi, certo, coi loro cliché di picco la notte di Capodanno e la sera di San Valentino, che tirano su la media generale. Ma ci sono pure i morti ammazzati.


mercoledì 17 agosto 2016

Ecco la prima di “E libera non nacqui” di Eliana Forcignanò (iQdB Edizioni di Stefano Donno) alla Ubik di Maglie (Lecce, Puglia, Italy)



Il volume “E libera non nacqui” di Eliana Forcignanò (iQdB edizioni di Stefano Donno – collana Salento d’Esportazione) sarà presentato dall’editore Stefano Donno il 20 agosto alle ore 20,00 nell’ambito della Rassegna Li Santi Lumi presso la Libreria Ubik di Maglie in via Roma 51.
“La poesia di Eliana Forcignanò è attraversata da un concerto di voci differenti che s’intersecano in un equilibrio armonico, oppure si puntellano a vicenda in un controcanto che dà al lettore un senso di vertiginosa precarietà, rispecchiando, in questo modo, l’esibito disagio interiore dell’autrice. Al ‘referto’ di una lucida e spesso cinica autoanalisi («Misurando a passi slabbri l’ego / calcolando senza voglia l’ipse / trovo netta questa solitudine») si sovrappone la naturale inclinazione per una postura iniziatica, coltivata, credo, attraverso la lunga confidenza con la scrittura di Claudia Ruggeri, cui è dedicata la poesia che apre la raccolta; al frammento, usato come veicolo di fulminanti agnizioni, si oppone un andamento ragionativo che arriva persino, a un certo punto, a distendersi nei tempi lunghi della prosa; accanto al culto della madre («perdonami se vi confondo nel pensiero, se trasformo te in una divinità, se quasi mi prostro ai tuoi piedi e ti dedico inni aspersi con l’incenso»), si sviluppa il tema della sessualità, vissuta come congiunzione/profanazione («Corri! Le mani gli occhi i seni scorri / con il tuo ventre sul mio»; «Spolverami le spalle con un ramo di bosso / graffiamele quando gli alberi sono tetri / quando si chiude sulle mie nebbie la sera / e tu vorresti sottrarmi la malinconia / per tesserne una veste leggera»); a un ritmo ‘jazzato’ fa da contrappunto una predominante intonazione elegiaca, col conseguente recupero di arcaismi e di un armamentario retorico ora intenzionalmente desueto e classicheggiante (penso, per esempio, all’overture larga, ‘proemiale’, della sezione De_siderea), ora baroccamente sovraccarico di «sillogismi ascensionali» e di snervanti allitterazioni ai limiti della cacofonia («e ride il re ride radioso rappezzando i rimasti rostri», «permettimi pavore quando persa»; «ruvidi riottosi rasposi per rancori», «…agli stuporosi stupri / del sole segnanti aspri scrigni»,ecc.). In questo suo continuo gettar semi per poi nasconderli, è come se l’autrice volesse invitare il lettore nel suo giardino privato, che è assieme lucente e tetro, e cioè nella parte di sé più segreta; ma poi è come se innalzasse attorno a quel giardino, per complicarne o comprometterne l’accesso, un intricato groviglio di rovi. Nella confessione di Il mio gioco è farvelo credere, per esempio, Eliana Forcignanò chiarisce che l’urgenza della sua poesia è giustificata e sorretta da un’istanza che non è di ordine intellettuale, ma sensuale; e che la cogente necessità di quest’ultima non può che essere depistata, per una sorta di pudore, attraverso lo schermo della prima, oppure attraverso il paziente esercizio della scrittura: «e la strada della scrittura la percorro / per tacere il vuoto della fede in te / dio della secca che mi trascini / contro lo scoglio e mi scavi la notte»; «Non scrivo di getto / m’inforco il verso all’uncinetto / scavo nelle asole i bottoni / mi cucio addosso le ossessioni». I continui rimandi a un repertorio filosofico e psicoanalitico (autori, temi, lessico: Kant, eone, Kierkegaard, darwinismo, Zenone,il prediletto Jung, ecc.) funziona, allora, più che come vezzo stilistico o ricerca di punti fermi, come un’ulteriore e rassicurante maschera dell’io, che se da una parte rinvia il momento della sua ostensione piena e completa, dall’altra permette all’autrice di prolungare il ricamo attorno al vuoto del suo privato e annientante ‘inferno’:«che mi manca un dio si sente / per venerare la pienezza di questo dissolversi». (Simone Giorgino)

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martedì 16 agosto 2016

La libreria Ubik di Maglie nell’ambito della rassegna Letteraria Li Santi Lumi il 19 agosto 2016 ospiterà Alessandra Peluso e il suo “Sul Boxer del nonno verso la Poesia” (iQdB/Salento d’esportazione di Stefano Donno)



























La libreria Ubik di Maglie nell’ambito della rassegna Letteraria Li Santi Lumi venerdì 19 agosto 2016 alle ore 20,00 ospiterà la presentazione del nuovo lavoro di Alessandra Peluso “Sul Boxer del nonno verso la Poesia” (iQdB/Salento d’esportazione di Stefano Donno) che sarà presentato dal poeta Pierluigi Mele, e dall’editore Stefano Donno.

Un “vademecum” per passeggiare tra versi e pensieri. Non conosce stagioni la poesia né tempo, “comincia nel punto in cui le parole che di solito pronunciamo si rivelano banali o comunque inadeguate, quando non riescono ad esprimere il nostro rapporto con gli esseri e le cose, con le esperienze che attraversano la vita, con le esistenze con cui ci confrontiamo, di cui abbiamo bisogno di stringere il senso, di comprendere la trama, di svelare l’intreccio”. In questo “prezioso libello” gli incontri di Alessandra Peluso con Antonio Errico, Carlo Stasi, Eliana Forcignanò, Elio Coriano, Enrico Romano, Francesco Aprile, Francesco Pasca, Gianluca Conte, Giuseppe Greco, Lara Carrozzo, Marco Vetrugno, Marcello Buttazzo, Maria Pia Romano, Maurizio Leo, Anastasia Leo, Mauro Ragosta, Pierluigi Mele, Stefano Donno, Vito Adamo, Vito Antonio Conte, Walter Vergallo e Lorenzo Martina.


“L'Entusiasmo e la Passione sono le prerogative necessarie affinché ogni idea, o sogno si possa realizzare, e così è stato con “Sul boxer del nonno verso la poesia”: amo la poesia, questa terra, e desidero offrire innanzitutto una cartina tornasole a chiunque voglia avvicinarsi al testo. Vorrei che i poeti di oggi siano ricordati e soprattutto, si conoscano le loro origini; vorrei..., non solo, il desiderio anche di rendere chiara l'atmosfera che si respira nel Salento, e  poi, un sogno verriano, creare rete tra di noi salentini ed esportare la nostra poesia al nord, senza presunzioni o pregiudizi di genere, solo per quell'unico grande amore che unisce ed è la POESIA.”   (Alessandra Peluso) 

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