mercoledì 12 dicembre 2012

Il mio Salento, la mia Puglia di Adelmo Gaetani edito da Affari Italiani Editore



“Il mio Salento. La mia Puglia” raccoglie più di cento interviste pubblicate dal Nuovo Quotidiano di Puglia a protagonisti della vita sociale, economica, religiosa, culturale, artistica, scientifica e sportiva di una terra lontana, scoperta solo negli ultimi anni anche dagli stranieri, sino a diventare un luogo cult di un turismo che non chiede soltanto sole e mare. È una terra di frontiera e di dialogo, con radici che affondano in una storia millenaria, ricca di fascino, ma anche carica di profonde contraddizioni. Le interviste esprimono uno stato d’animo combattuto e mentre offrono storie di personaggi noti e ricordano aneddoti, fatti di vita, a volte dolorosi, allo stesso tempo si propongono come narrazione sociale capace di intrecciare i luoghi e i pensieri legati alla memoria con le sfide per un futuro che si vuole migliore del presente. C’è il racconto, ma c’è anche la denuncia per le cose che non vanno e la proposta costruttiva per cercare di voltare pagina. A parlare sono salentini e pugliesi, di nascita e qualche volta di adozione, che con le loro qualità, la determinazione, il gusto della sfida, la voglia di raggiungere traguardi prestigiosi possono, a ragione, proporsi come modelli positivi.”.
Elenco intervistati: Alfredo Altavilla, Alessandra Amoroso, Antonio Annicchiarico, Anna Caterina Antonacci, Lino Banfi, Eugenio Barba, Angelo Basile, Antonio Benarrivo, Annamaria Bernardini de Pace, Rossella Brescia, Pasquale Bruno, Mario Buffa, Stefano Campanella, Ennio Capasa, Piero Capodieci, Roberto Cappello, Antonio Caprarica, Albano (Al Bano) Carrisi, Donato Carrisi, Francesco Paolo Casavola, Franco Causio, Benedetto Cavalieri, Antonio Cavallari, Roberto Cingolani, Cosimo Cinieri, Pasquale Corleto, Maddalena Corvaglia, Pantaleo Corvino, Roberto Cotroneo, Francesco D’Andria, Stefano Dambruoso, Gianni De Benedittis, Giancarlo De Cataldo, Ferdinando (Fefè) De Giorgi, Salvatore De Giorgi, Luigi De Mitri, Domenico (Mingo) De Pasquale, Antonia Dell’Atte, Mario Desiati, Emanuele Di Palma, Fausto Durante, Ivan Fedele, Guido Maria Ferilli, Fernando Filoni, Cesare Fiorio, Fredy Franzutti, Sergio Fusetti, Marcello Gennari, Gabriele Giudice, Emio Greco, Hubert Houben, Gianni Ippoliti, Giacomo Leone, Piernicola Leone de Castris, Francesco Libetta, Antonio Malecore, Mario Marafioti, Mario Marti, Antonio Maruccia, Antonio Mele (Melanton), Domenico Mennitti, Fabrizio Miccoli, Piero Montinari, Antonio Montinaro, Nandu Popu (Fernando Blasi), Domenico Nardelli, Pasquale Natuzzi, Mariella Nava, Paolo Nespoli, Fabio Novembre, Rocco Palombella, Flavia Pennetta, Angelo Maria Perrino, Mario Perrotta, Alessia Perrucci, Luigi Pezzuto, Carlo Pignatelli, Antonio Quarta, Massimo Quarta, Antonio Raffaele, Giuseppe Maria Ricchiuto, Antonella Ricci, Michele Riondino, Aldo Romano, Antonio Romano, Augusto Romano, Cosmo Francesco Ruppi, Giuliano Sangiorgi, Antonio Scarlino, Carlo Schilardi, Franco Sebastio, Giovanni Semeraro, Marcello Semeraro, Eleonora Sergio, Tito Schipa jr., Valentina Siccardi, Claudio Spadaro, Salvatore Spedicato, Ernesto Sticchi Damiani, Franco Ungaro, Giacinto Urso, Roberta Vinci, Edoardo Winspeare
Qui su Affari Italiani

martedì 11 dicembre 2012

IL CAFFE’ MARABA’ SI VESTE DI ROSA ACCOGLIENDO IL ROMANZO IMMAGINA LA GIOIA (Lupo editore) di Vittoria Coppola



L’Associazione “Diffondere per crescere” organizza una calda serata ospitando col vischio natalizio l’incantevole romanzo Immagina la gioia di Vittoria Coppola insieme a Simona Cleopazzo che nella bellezza del momento saprà cogliere e immortalare la bellezza e la cultura in una cornice accogliente e magica come quella del Caffè Marabà.  L’appuntamento è previsto per il 16 dicembre 2012 alle ore 18,30 presso il Caffè Marabù, in via Scipione Ammirato a Casarano. Presenta Simona Cleopazzo

L’inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l’abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un’intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che - dieci anni dopo di lei - ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita. Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica. Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva.

Vittoria Coppola, ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale - Università del Salento. Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura.

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Overeco Agenzia

lunedì 10 dicembre 2012

Giuse Alemanno al Note di Vino di Ruffano. Con interventi di Paolo Vincenti e Stefano Delacroix



La quantomai collaudata rassegna “Sorsi di cultura di-libri/di-vini” organizzata da Agave Comunicazione in collaborazione col wine-bar Note di Vino, si dimostra attenta ad accogliere attualità e storia, se pur in un clima di festa, ma soprattutto pronta a creare riflessioni per non dimenticare. Ed ecco che il 12 dicembre 2012 alle ore 19,00 negli spazi del Note di Vino  in via Vittorio Veneto 55 a Ruffano ospita i libri di Giuse Alemanno tra cui si ricordano “Invisibili. Vivere e morire all’Ilva di Taranto” e “Terra Nera. Romanzo perfido e  paradossale di cafoni e d’anarchia”.
L’autore renderà il pubblico protagonista, leggendo parti dei suoi libri, presentato dal giovane scrittore e giornalista Paolo Vincenti. In una cornice di attenzione all’attualità e impegno all’ascolto si inserisce la presenza della passionale personalità di Stefano Delacroix, musicista e scrittore.

Invisibili (Kurumuny) - Non molto tempo fa gli operai dell’Italsider (come veniva chiamata in passato) vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno. L'Italsider non c'è più. C'è l'ILVA. Per i nuovi operai dell'ILVA, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimane la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i tornelli dell'ILVA. La vita scandita dai turni. Tra la fabbrica e la vita fuori, lo spogliatoio dove si svestono i panni civili e si indossa la tuta da operai. “Invisibili” di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno è un lavoro a quattro mani che raccoglie e racconta storie di uomini la cui vita è indissolubilmente legata al lavoro... ma è anche il racconto delle contraddizioni di una città intera, la narrazione di un'umanità divisa fra la necessità e il rifiuto...

Terra Nera (Stampa Alternativa) Terra nera è la storia della terribile volontà di potenza di Nino, un ragazzo "cafone" che decide di diventare padrone usando ogni mezzo; di sua madre Annina dei Secchi, esemplare figura tragica nel solco della tradizione della narrativa meridionalista; e di Zio Peppe, originale e pericoloso imbroglione, guaritore e ruffiano. Una visione d'insieme del sottoproletariato agrario meridionale di cinquant'anni fa, che offre anche lo spunto per un confronto tra due grandi temi dell'anarchismo: quello legato alle intuizioni di Enrico Malatesta e quello dell'anarco-individualismo stirneriano, che si incarna nel protagonista del libro.

Giuse Alemanno, divoratore di libri, amante degli aforismi, scrittore “onesto, vanitoso ed egocentrico” (come si definisce), giornalista, operaio ILVA. Persona difficile da racchiudere in un’unica definizione. Nato a Copertino nel 1962, è uno scrittore salentino brillante che fa parte di quel gruppo di scrittori di Taranto e provincia definiti da uno speciale di AffarItaliani.it “La nouvelle vague” della letteratura italiana. Giuse Alemanno è autore anche di “I fazzoletti rossi di don Fefè” (2007). (nella foto)


Note di Vino – Nel cuore del Salento, a Ruffano (LE), dalla passione per l’enogastronomia e per la musica nasce l’enoteca wine bar «Note di Vino». Esperienza nella selezione e nella scelta delle bevande e dei cibi, il tutto accompagnato da una ricercatissima selezione musicale: jazz, blues, rock… dai concerti che settimanalmente vengono organizzati e dalle jam session dei musicisti/ clienti a cui viene messo a disposizione il palco con tutta la strumentazione (chitarra, batteria, pianoforte



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via Vittorio Veneto, 55 - 73049 Ruffano (LE) - Italia




domenica 9 dicembre 2012

Transfert - I Codici del Sentiero Divino di Marco Bianchi (Edizioni La Crisopa)



Quattro fratelli gemelli, Lev, Oleg, Vasily ed Evgeny, nati in una ricca famiglia della San Pietroburgo degli anni ’90, restano coinvolti in un incidente sportivo durante una gara invernale di skijoring che gli cambia la vita. Sottratti violentemente alle briglie dei loro vezzi e delle loro superficialità, vengono sbalzati nelle terre dell’antico Messico del XV secolo prima della scoperta dell’America, dove le loro strade si dividono. Curiosi incontri, straordinarie sincronicità, misteriosi incidenti e prove iniziatiche li guidano alla scoperta dei Codici del Sentiero Divino; sarà allora che oltre a vivere il Transfert sul piano fisico, compiranno il salto evolutivo sul piano psicologico, apprendendo a leggere la verità che muove ogni cosa nella dimensione terrena, trascendendo la comune interpretazione e percezione dei sentimenti generati dall’amore, dalla sofferenza, dai successi e dai fallimenti, dalla ricerca della felicità e della serenità, dalla necessità di far tornare i conti di una vita in cui si affollano problemi e sfide continue. L’amore di una Principessa azteca e gli insegnamenti dei Maestri lungo il Cammino del Guerriero potranno salvare loro la vita?
"Voi siete chiamati a sviluppare il corpo di un guerriero: forte, rapido, sensitivo e pieno di energia; a sviluppare la mente di un guerriero: risoluta, flessibile, chiara e libera da dubbi; a sviluppare il cuore di un guerriero: coraggioso, intrepido e ardito; e infine acquisirete l’arte dell’agire, non del reagire, perché reagendo sarete deboli e prevedibili.". In tutte le epoche di grandi cambiamenti, non importa che tu sia uomo o donna, impiegato, operaio o dirigente, libero professionista o imprenditore, studente o insegnante, il modo più efficace di vivere, è vivere come un guerriero!
Un guerriero di pace non attacca e non scappa, si confronta. Può darsi che un guerriero pensi molto e si preoccupi prima di prendere una decisione, ma una volta che l’ha presa, prosegue il suo cammino libero da preoccupazioni e pensieri. Vive nell’azione, non nel pensiero dell’azione, né nel pensiero di cosa seguirà all’azione e accetta la responsabilità dei propri atti, di tutti fino all’ultimo di essi! Nella sua battaglia sulla Terra, lascia fluire il suo spirito libero e chiaro, e sapendo che la sua intenzione sarà implacabile, sorride e ride. L’arte del guerriero consiste nel trovare l’equilibrio tra il terrore di essere uomo o donna e la meraviglia di essere uomo o donna. Osserva come nessun altro osserva e saprai quel che nessun altro sa.

sabato 8 dicembre 2012

IL RUMORE DEI BACI A VUOTO DI LUCIANO LIGABUE (booktrailer)


 

Diretto da Marco Ponti, il booktrailer del nuovo libro di Luciano Ligabue, IL RUMORE DEI BACI A VUOTO, pubblicato da Giulio Einaudi editore.

venerdì 7 dicembre 2012

“Come fece come non fece” raccolta di fiabe salentine (Kurumuny Edizioni) con LUIGI Chiriatti all’ HulaHoop Club di Roma



Sabato 8 dicembre 2012 dalle 19,30 all’HulaHoop Club di via L.F.De Magistris 91/93 a (Roma-Pigneto) per la rassegna de “Il ritmo che cura” Kurumuny presenta nell’ambito del tema letterario di dicembre “La fiaba” il libro “Come fece come non fece” raccolta di fiabe salentine con l’autore LUIGI CHIRIATTI.  Come fece come non fece è una raccolta di fiabe fatte di immagini, luoghi, atmosfere, suoni di paesi e città, voci di uomini e di animali, odori antichi di case umili o profumi esotici di sfarzosi castelli, di malìe e incantamenti alla controra.  Immagini lontane, nel tempo e nello spazio, di principi e principesse che vivono e rivivono tra gli ulivi contorti e tra gli spinosi fichi d’India. Dietro ogni favola c’è il volto rugoso di un vecchio che fu bambino, la sua voce sfiatata e i gesti delle sue mani nodose che raccontano storie vere, camuffate da fiabe.  Un libro attraverso cui i bambini possono apprendere gli strumenti per affrontare la vita, perché si narra di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e incantesimi buoni e cattivi, di viaggi straordinari; ma Come fece come non fece è anche un libro per gli adulti che possono svegliare i ricordi custoditi in un angolo della memoria e ritrovare il tempo in cui furono bambini attraverso la fascinazione di un racconto. Le favole qui pubblicate fanno parte di un lavoro di ricerca e documentazione più ampio e complesso condotto dall’autore sulla cultura orale salentina. Le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state trascritte mediante una traduzione libera dove si combinano le immagini e i giri di frase più espressivi caratteristici della lingua dialettale con un impianto linguistico italiano, in questo modo la lingua è parte integrante del paesaggio perché contribuisce in modo determinante a identificare i luoghi in cui si svolgono le azioni e i personaggi stessi delle favole.
Luigi Chiriatti Ricercatore della storia orale, scrittore, editore, da decenni si dedica all’attività di ricerca nel campo delle tradizioni popolari del Salento. Possiede uno dei più estesi archivi sonori privati della Puglia. Ha curato e pubblicato numerosi lavori di rilevante interesse storico e culturale sul tarantismo e la cultura popolare salentina, prima con le edizioni Aramirè e poi con Kurumuny, casa editrice da lui fondata e diretta.


MERCATI GENERALI

“La luna gira il mondo e voi dormite.” Di Matteo Salvatore

Da un’idea di Umberto Papadia, nasce “Mercati generali”, un racconto musicale delle esperienze di vita di due ragazzi, ‘u Papadia e Guitarmando, divisi da centinaia di Km, ma accomunati dalla passione per la musica e dalla loro esperienza lavorativa ai mercati generali di Roma e di Lecce.
Un viaggio divertente che congiunge due mondi diversi, il Salento e Roma, guidato dai sogni di due ragazzi alla fine degli anni ’70, ambientato nella notte che vive e lavora, mentre le città dormono ignare. Mentre i racconti si intrecciano con le note e con il ritmo, i veri protagonisti di questo spettacolo sono tre: la musica la notte e il lavoro, il lavoro del popolo.

Umberto Papadia, in arte ‘u Papadia:
Salentino del Capo di Leuca, esule sin dalla nascita, virtuoso del tamburello, percussionista autodidatta ed eclettico cantastorie. Autore del progetto folk rock “La Peronospera”, e della “filosofia furese” ad esso associata. Reduce del successo della scorsa estate con oltre 25 concerti in Salento e un Festival dedicato al suo progetto, “L’alba della Peronospera”. È stato percussionista e vocalist di Teresa De Sio dal 2004 al 2011. Vanta collaborazioni con nomi illustr,i italiani e internazionali, tra i più noti: Lucilla Galeazzi, Ambrogio Sparagna, Nando Citarella, Uccio Aloisi, Arakne Mediterranea, Mike Mainieri, Hector Zazou.
Armando Serafini, in arte Guitarmando:
Romano della Garbatella, portatore di quella “romanità” ormai in via d’estinzione. Chitarrista e percussionista appassionato di strumenti etnici. Produttore naturale di groove, in grado di far suonare qualsiasi oggetto a sua disposizione. Inventore del nocche'n'roll dapprima sulla Ciquita Grooving Box, e poi sulle sue evoluzioni successive: la Guitarmandrum e il Rullandoro.
Umberto e Armando collaborano da oltre 5 anni.

INGRESSO COMPRESA CONSUMAZIONE o TESSERA 5 euro


giovedì 6 dicembre 2012

Tramontana di Giuseppe Calogiuri, ed. Lupo alla cioccolibreria Stardust di Aradeo




Sarà presentato il 7 dicembre alle ore 18,30 il libro "Tramontana" di Giuseppe Calogiuri, ed. Lupo, che oltre all’autore vedrà la partecipazione di Gianluca Pasca (Presidente dell’ass.ne CRF – Centro Ricerca e Formazione). L’incontro si terrà alla Cioccolibreria Stardust in via Cavour, 1 ad ARADEO (Lecce).

Una inquietante sequenza di oscure morti e sparizioni agita le acque di una tranquilla cittadina del sud coinvolgendo indistintamente rampolli di buona famiglia, onesti professionisti e modesti lavoratori. L’apparente gratuita casualità dei fatti mette in allerta il fiuto di Michelangelo Romani, giornalista del Messaggero Quotidiano, e di Sandro Gennari, direttore di TeleCittàUno, che decidono di investigare nonostante la servile prudenza dei rispettivi editori quando l’indagine sembra infastidire le poltrone di politicanti affaristi o turbare antiche coscienze. Affiancati dalla fedele Carla, i due amici si mettono ostinatamente in cerca di polverosi “scheletri” negli armadi più insospettabili, seguendo l’esile filo di una traccia che appare sempre più sfuggente, in attesa del segnale anomalo rivelatore. Cosa sa il vecchio colono Antimo? E chi è il cinico giustiziere? Un giallo tutto salentino in cui lo studio delle atmosfere d’ambiente si sposa con la scrittura elegante e il gusto della suspense.

Giuseppe CALOGIURI classe 1978.  Nato a Lecce e qui vive e lavora come avvocato specializzato in diritto d’autore e degli artisti. Già cronista e reporter per quotidiani e riviste locali, all’avvocatura associa l’attività di chitarrista blues e jazz. Scrittore sin dall’età giovanile, ha esordito nella narrativa nel 2005 (premio “Corto Testo”). Scrive su ogni pezzo di carta gli capiti tra le mani. Tramontana è il primo romanzo della serie con protagonista il giornalista Michelangelo Romani.


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mercoledì 5 dicembre 2012

“Kurumuny” e “Il ritmo che cura” a Roma dal 7 al 9 dicembre 2012



A Roma un intero fine settimana dedicato al Salento. Una rassegna che tocca 3 quartieri popolari e simbolici di Roma, per trattare argomenti diversi, tutti legati al Salento, in cui l’approfondimento culturale e sociale, la musica e il racconto, nei suoi molteplici aspetti, si mescolano.  La città di Roma ha dimostrato negli ultimi anni un forte interesse per il Salento, e viceversa moltissimi salentini hanno trovato la loro realizzazione lavorativa nella città di Roma, portandosi dietro inevitabilmente le loro tradizioni. La rassegna è organizzata dal cantautore Umberto Papadia e da Francesca Malerba, entrambi salentini a Roma, dove si occupano proprio della diffusione della cultura salentina nell’ambito del progetto da loro ideato “Il ritmo che cura”. Il tutto è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione con la casa editrice Kurumuny nelle persone di Luigi e Giovanni Chiriatti: scrittore della cultura orale e profondo conoscitore dell’antropologia salentina il primo, editore il secondo.

Si parte Venerdì 7 Dicembre alle 21,30 al Cantiere in via Gustavo Modena 92, tema della serata sarà: Taranto, il cambiamento di una città di contadini e pescatori con l’avvento dell’industria siderurgica, (Italsider prima, Ilva dopo). Le contraddizioni di una società di “metal mezzadri”, del ricatto occupazionale di una popolazione divisa tra necessità e rifiuto, tra lavoro e salute, tra vita e morte. Verrà presentato il libro Invisibili. Vivere e morire all’Ilva di Taranto di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno, edizioni Kurumuny. Seguirà un dibattito, condotto dal giornalista Sebastiano Gulisano, a cui è invitato a partecipare anche il pubblico.
La serata sarà chiusa dallo spettacolo Venticinquemila Granelli di Sabbia di Alessandro Langiu. L’attore e regista ci racconta Taranto negli anni Settanta, anni nei quali sono stati edificati i rioni accanto all’Italsider. È la storia di tre ragazzi che crescono tra le nuove palazzine del rione Tamburi, giocando tra la polvere di metallo che si sparge nell’aria e ricopre strade, case e persone.

La serata centrale, sabato 8 dicembre dalle 19.30, presso HulaHoop Club via L.F.De Magistris 91/93, avrà come tema “il racconto” dalla fiaba alla vita.
Il pre-serata sarà dedicato alla presentazione del libro Come fece, come non fece, una raccolta di fiabe salentine (Kurumuny), raccontate dall’autore Luigi Chiriatti.
Si passa dalla fiaba alla vita vissuta, con la prima assoluta del nuovo spettacolo, il racconto musicale Mercati Generali di Umberto Papadia, reduce del successo estivo con il tour “La Peronòspera”.
Mercati generali è la storia musicata delle esperienze di vita di due ragazzi, ‘u Papadia e Guitarmando, divisi da centinaia di Km, ma accomunati dalla passione per la musica e dalla loro esperienza lavorativa ai mercati generali di Roma e di Lecce. Un viaggio divertente che congiunge due mondi diversi, il Salento e Roma, guidato dai sogni di due ragazzi alla fine degli anni ’70, ambientato nella notte che vive e lavora, mentre le città dormono ignare. Sarà infatti proprio Sabato che la “salentinità e la “romanità” si incontreranno… ai Mercati Generali ortofrutticoli di Roma Ostiense!

La serata conclusiva si svolgerà domenica 9 Dicembre alle ore 17.30 nel quartiere Quadraro, presso Officina Culturale Via Libera in via dei Furi 25. Il tema trattato sarà l’ANTROPOLOGIA visiva, con la proiezione di filmati inerenti al Tarantismo e ad altri riti nel Salento. Saranno proiettati: La taranta, 1961, di Gianfranco Mingozzi; Morso d’amore, 1981, di Annabella Miscuglio (INEDITO); Stendalì, 1960, di Cecilia Mangini.
I filmati saranno introdotti e illustrati da LUIGI CHIRIATTI. Il dibattito sarà condotto dallo stesso Chiriatti che ospiterà la grande regista, fotografa e documentarista CECILIA MANGINI (che ha lavorato più volte a fianco di Pasolini). Dopo l’aperitivo organizzato da “Via Libera” ci sarà una… sorpresa musicale

martedì 4 dicembre 2012

Alchimia e Medicina di Alexander von Bernus (Edizioni Mediterranee)



Quest’opera, ricca di segreti che sembrano giungere fino a noi dal Medioevo, è dovuta invece a un autore contemporaneo appassionato di alchimia. Nel suo laboratorio (Soluna), von Bernus produceva medicamenti spagirici realmente attendibili, cioè conformi alle ricette autenticamente alchemiche o paracelsiane. I suoi studi lo avevano convinto che Paracelso e qualche altro ricercatore medievale sapevano sia preparare il grande arcano capace di guarire malattie gravissime, sia trasmutare i metalli vili in oro. Per la scienza ufficiale la trasformazione degli elementi - sia pure con grande dispendio di mezzi - è possibile, non solo sul piano teorico ma anche su quello pratico. In natura essa si verifica. E quindi credibile che esistano metodi diversi da quelli che conosciamo oggi per ottenere tali risultati. Negli ultimi decenni la fisica e la chimica hanno fatto progressi inimmaginabili, ma poco o nulla sanno in realtà circa la effettiva costituzione dell’energia e della materia. Non vi è ragione, dunque, perché la scienza ufficiale si ritenga in diritto di definire assurdo un diverso modo di affrontare la realtà che ci circonda.

lunedì 3 dicembre 2012

Come è nata la Bibbia. Introduzione generale alla sacra Scrittura di Fabio La Gioia (Phasar Edizioni)



Il libro tratta delle tematiche generali e previe alla lettura della sacra Scrittura. Suddiviso in quattro parti, nella prima – LA BIBBIA E LE SUE PROPRIETÀ – si discutono argomenti quali la Rivelazione e la parola di Dio, l’ispirazione, il contenuto e l’unità, la «verità» della Bibbia. La seconda parte – IL CANONE BIBLICO – prende in esame la formazione del canone (insieme dei libri sacri e normativi), riflettendo poi sul significato dello stesso. La terza – IL TESTO BIBLICO E LA SUA TRASMISSIONE – indaga il modo in cui i libri sacri sono arrivati fino a noi e, grazie ai metodi di critica testuale, come si è risaliti a un testo il più vicino a quello originario (di cui non possediamo copia per alcun libro biblico). La quarta – ERMENEUTICA ED ESEGESI – è dedicata alla distinzione e investigazione dei due campi di studio scientifico della sacra Scrittura.
Attraverso questo percorso si cerca di rispondere a una domanda di fondo (da cui il titolo), sottesa a tutto il libro: «Come è nata la Bibbia?».

Fabio La Gioia, sacerdote della Diocesi di Gorizia, tra le sue pubblicazioni annovera: Comprendere il Nuovo Testamento, AdP 2007; Apocalisse. Rivelazione di Gesù Cristo alla sua Chiesa, Aracne 2008. Per Phasar Edizioni è uscito nel 2010: Introduzione al quarto vangelo e alle tre lettere di Giovanni. Dal 2005 insegna sacra Scrittura nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trieste.


Come è nata la Bibbia. Introduzione generale alla sacra Scrittura di Fabio La Gioia, 2011, ISBN 978-88-6358-087-7,  euro16,00, pp. 270

Scarica l'anteprima del libro in formato PDF

Phasar Edizioni

domenica 2 dicembre 2012

La coguara urbana - Booktrailer

 

Booktrailer realizzato da: Daniele Poli - Ivan Chittolini - Elena Ravera per Mondadori.

sabato 1 dicembre 2012

Immagina la gioia (Lupo editore) di Vittoria Coppola a Ostuni



Nuovo appuntamento con Vittoria Coppola e il suo Immagina la gioia edito da Lupo editore. Presenterà Giusy Santomanco. L’appuntamento è previsto per il 2 dicembre 2012 alle ore 18,00 al CASBAH ART CAFE' ad OSTUNI (BR) in via Cap. Vito Tamborrini 5/7


L’inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l’abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un’intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che – dieci anni dopo di lei – ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita. Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica. Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva. Dall’autrice di Gli occhi di mia figlia un’altra storia familiare, una vicenda di unione autentica, fatta di parole non dette e verità dolorose che fanno crescere.

Vittoria COPPOLA. Ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale  (Università del Salento, luglio 2010). Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura. Di questo dice: “Lo scopo che mi prefiggo nel momento in cui inizio a riempire pagine di parole e sentimenti, è quello di emozionare, regalando a chi mi privilegia “leggendomi,” attimi personalissimi di evasione dalla realtà, ma anche, perché no, arricchimento della stessa. Confido sempre nella bellezza dei sentimenti e perciò, quando qualcuno reputa banale il parlare d’amore, io sorrido, e vado avanti per la mia strada”.

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venerdì 30 novembre 2012

Educazione e contesti sociali di Frederic M. Thrasher. A cura di Maurizio Merico (Kurumuny)



Il volume raccoglie tre saggi di Frederic M. Thrasher pubblicati nel «Journal of Educational Sociology» tra il 1927 e il 1934. Nel tentativo di coniugare la proposta teorica e metodologica elaborata dalla Scuola di Chicago con l’approccio normativo proprio della sociologia educativa statunitense, Thrasher individua nell’analisi sociologica dei contesti sociali uno strumento decisivo per la comprensione delle istituzioni educative e dello studente, la risoluzione dei problemi scolastici e lo studio dei processi di educazione informale. Attorno a questo elemento, che costituisce il suo contributo più significativo alla sociologia educativa, nei saggi qui tradotti per la prima volta in italiano Thrasher sviluppa un’analisi che attraversa i temi lungo i quali si è articolata la sua opera: le bande giovanili, il rapporto tra educazione e prevenzione della delinquenza, i caratteri dell’educazione informale, gli effetti del cinema sul comportamento dei giovani e il coordinamento dei servizi comunitari. L’attenzione a questioni che continuano ad attraversare il dibattito sociologico contemporaneo unitamente al carattere innovativo di un approccio capace di coniugare, nello studio dei processi educativi, analisi etnografica, ecologica e statistica, da un lato, e la necessità di individuare le possibili applicazioni dei risultati di ricerca ai problemi educativi, dall’altro, segnano gli estremi all’interno dei quali riconoscere la contraddittoria ricchezza di un percorso che si è costantemente mantenuto sul crinale tra «l’educazione come arte e la sociologia come scienza».

giovedì 29 novembre 2012

Cittadini a 5 stelle. La partecipazione in rete che vince sui partiti di Matteo Incerti con Federico Pizzarotti (Aliberti). La consapevolezza del futuro. L'intervista sul 1984 con Ferdinando Adornato di Enrico Berlinguer (Aliberti). Gli indipendenti di sinistra. Una storia italiana dal Sessantotto a Tangentopoli di Giambattista Scirè (Ediesse ). Intervento di Nunzio Festa



Con enorme interesse e favore abbiamo accolto e letto il libro-intervista di Matteo Incerti al "nuovo" sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, "Cittadini a 5 stelle". Innanzitutto, evidentemente per l'adesione all'attualità della pubblicazione; non recentissima, tra l'altro, se si considerano i tempi dell'editoria 'moderna', ma - certamente - (almeno) recente. In seconda istanza in quanto il "fenomeno Grillo" e, soprattutto, le azioni e la vita del MoVimento 5 stelle ha sempre sortito in noi interesse: di segno positivo come di segno negativo, d'altronde. In ultimo perché avevamo davvero la voglia d'ascoltare la voce d'un primo cittadino che si concede in risposte d'ampio respiro. Allora, a lavoro fatto, possiam dire una serie di cose. Intanto che Incerti non lavora da giornalista puro, in questo caso. In quanto in primis avrebbe dovuto dimostrare che l'intervista era finalizzata a esternare solamente il lato, per così dire migliore, di Pizzarotti e degli 'stellati', dei fan più accaniti di Beppe Grillo. Il libretto, dunque, appare utile. Più che utile, anzi. Praticamente essenziale. Ma per dimostrarci, e ne avevamo un po' bisogno, quanto e come un neo-amministratore del MoVimento risponde alla prova dei tempi classi della politica. Dopo aver vinto elezioni garantite, in un certo qual modo, dalla politica intesa in senso davvero classico. A nostro modesto avviso, Pizzarotti cade. Più volte. La sua "prosa" è almeno ripetitiva. Gli stessi concetti sono rimestati, allargati e rimpiccioli alla bisogna. Senza dar giudizi politici, perché intanto siamo difronte alla grande novità della partecipazione reale, provata, concreta e fattiva del "cittadino", molte incognite sul futuro, già di Parma, ci rimangono. Detto ciò, messa a confronto l'intervista d'Incerti a Pizzarotti con quella d'Adornato al capo del Pci Enrico Berlinguer sul 1984, riproposta sempre da Aliberti, col titolo "La consapevolezza del futuro", quest'ultima c'appare un oggetto da studiare nelle università. Ché Ferdinando Adornato come prima cosa si pone il problema di presentarsi. Poi senza timori porta il segretario del Partito Comunista a ragionare su temi imprescindibili, per rispondere a domande che mai sfiorano il terreno della banalità. L'intervista originaria, va ricordato, uscì su uno speciale che l'Unità aveva dedicato all'arrivo del 1984 (in connessione ideologica col romanzo d'Orwell - speciale al quale aderino con loro testi decine d'intellettuali e artisti internazionali). Il dialogo è intenso. L'attenzione di chi legge non può venir meno. Enrico Berlinguer tra le altre cose, pe dire dei contenuti, "rilegge" George Orwell e spiega che non si dovrebbe aver remore nell'accettare l'innovazione tecnologica. Il pensiero di Berlinquer si potrebbe sintetizzare anche con questa parole: nuovi mezzi a disposizione potranno far avanzare l'umanità. Una certa affinità, forse, tra gli argomenti proposti da Berlinguer nel'83 e a duemilaedieci inoltrato dagli stellati c'è. Epperò Berlinguer non aveva dubbi sulla necessità d'uscire dal dominio del localismo. Al contrario, tecnicamente, degli stellati. Magari persino per questa semplice ragione Enrico Berlinguer è rimasto nella storia. Alla stregua d'altre personalità che fecero parte d'un segmento parlamentare, diciamo pur sapendo di semplificar troppo, che ruotava dalla parti sempre del Pci. L'aiuto, questa volta, c'arriva dal saggio firmato dallo storico Giambattista Scirè, "Gli indipendenti di sinistra". Scirè, attraverso materiali e analisi, descrive cosa fu proprio questo gruppo parlamentare che, fra gli altri, vide l'adesione di uomini che si chiamarono Carlo Levi e Altiero Spinelli, passando per persone che ancora si muovono come Stefano Rodotà e Adriano Ossicini (nonostante quest'ulimo sia tra i più anziani reduci di quell'esperienza). Lo studio di Scirè, strutturato in maniera inattaccabile e felice nello svolgimento, ha il grande merito di ragionare sulle correlazioni del lavoro di Parri e altri con i fatti più importanti del secondo Novecento italiota. Se Pizzarotti e altri dicono di venir dalla Resistenza, intendendo l'adesione a quei valori morali, buona parte degli Indipendenti di Sinistra lottarano direttamente contro il fascismo. E da sinistra rivendicavano: "come valori irrinunciabili la libertà, la democrazia, il pluralismo, la laicità, rifiutando sia l'ideologismo e il centralismo democratico del movimento operaio, sia la stretta dipendenza dalla gerarchia ecclesiastica e l'interclassismo democristiano". Cattolici e laici, erano. Senza compromessi di sorta agivano.

C’era una donna … di Monica Negri (Phasar Edizioni)



Un racconto autobiografico, una denuncia morale sull'arroganza e l'indifferenza dei piccoli poteri. "Questa storia nasce dalla necessità di esorcizzare quanto accaduto durante pochi anni che hanno cambiato la nostra vita. Quando abbiamo assistito al disgregamento fisico e morale di una persona a noi molto vicina e alla fine di un periodo sostanzialmente sereno, quando abbiamo scoperto quanto si può essere soli in mezzo agli altri e a quali livelli di meschinità possa giungere l'animo umano. Una storia che non nasce come una denuncia, anche se moralmente deve essere considerata tale, ed è solo questa la ragione per cui non vengono volutamente fatti nomi. Una storia vera, una storia come mille altre che si consumano nel quotidiano senza che quasi nessuno ne parli" (Monica Negri)
C’era una donna … di Monica Negri (Phasar Edizioni), 2000, 7,23 euro,  ISBN: 88-87911-02-9, pp. 112
Scarica l’anteprima in pdf: http://www.phasar.net/docs/Intro_Negri.pdf

mercoledì 28 novembre 2012

A Liberrima a Lecce l'attesissimo romanzo di Giuseppe Calogiuri dal titolo "TRAMONTANA" (Lupo Editore)



Appuntamento imperdibile. Prima presentazione dell'attesissimo romanzo di Giuseppe Calogiuri dal titolo "TRAMONTANA" edito da Lupo editore, nella magnifica cornice della Libreria Liberrima. Modera l'incontro Augusta Epifani.

Una inquietante sequenza di oscure morti e sparizioni agita le acque di una tranquilla cittadina del sud coinvolgendo indistintamente rampolli di buona famiglia, onesti professionisti e modesti lavoratori. L’apparente gratuita casualità dei fatti mette in allerta il fiuto di Michelangelo Romani, giornalista del Messaggero Quotidiano, e di Sandro Gennari, direttore di TeleCittàUno, che decidono di investigare nonostante la servile prudenza dei rispettivi editori quando l’indagine sembra infastidire le poltrone di politicanti affaristi o turbare antiche coscienze. Affiancati dalla fedele Carla, i due amici si mettono ostinatamente in cerca di polverosi “scheletri” negli armadi più insospettabili, seguendo l’esile filo di una traccia che appare sempre più sfuggente, in attesa del segnale anomalo rivelatore. Cosa sa il vecchio colono Antimo? E chi è il cinico giustiziere? Un giallo tutto salentino in cui lo studio delle atmosfere d’ambiente si sposa con la scrittura elegante e il gusto della suspense.

Giuseppe CALOGIURI classe 1978.  Nato a Lecce e qui vive e lavora come avvocato specializzato in diritto d’autore e degli artisti. Già cronista e reporter per quotidiani e riviste locali, all’avvocatura associa l’attività di chitarrista blues e jazz. Scrittore sin dall’età giovanile, ha esordito nella narrativa nel 2005 (premio “Corto Testo”). Scrive su ogni pezzo di carta gli capiti tra le mani. Tramontana è il primo romanzo della serie con protagonista il giornalista Michelangelo Romani.

martedì 27 novembre 2012

UNA VITA DA... OVVERO: "LE PROCELLARIE DI ANDREA" DI GIANCARLO CARIOTI (ABEL BOOKS)



IL LIBRO - Che vita è stata quella di Andrea? Ditelo, voi lettori, magari con un sostantivo o con un aggettivo. Nato da povere cose, Andrea ce l’avrebbe la forza ed i talenti, per riformare fino in fondo il suo paese. Ma chi sta ad ascoltarlo? E soprattutto: che può un uomo di fronte ad una massa di uomini, di fronte ad un intero paese che tenta di procedere verso la civilizzazione? Così, dopo una prima parte, in cui Andrea si misura con una serie di acuti fallimenti, sembrerebbe, dopo aver conosciuto Nicoletta, che la sua vita si trasformi. Egli si appropria di un certo potere, ma viene bruciato dal padre di lei, che lo scaraventa in politica. Qui Andrea conosce la disfatta, perché, egli si dice, questa Italia non sa e non vuole cambiare, perché la gente è in fondo colpevole e merita di vivere male. Egli si brucia e, da quel momento cade nella più acuta nevrosi, per cui insistentemente pensa al suicidio,

ESTRATTO - Chi sa perché non riusciva a seguire. Le immagini si succedevano in rapida sequenza, ma era come se gli sfuggisse il significato recondito di quelle banalità, che pure si sforzava di voler intendere; ed il film, dai!, non era mica male, solo che… era il mezzo, quel piccolo schermo che lo ottundeva, in fondo, la sua autogestione, come tutte le cose “private” che ti compri, per farne un piccolo feticcio, il tuo tesoro autogestito, in cui non passava, chi sa perché mai l’oggetto, ma una sua pantomimica retrospezione, dove tutto si faceva... ecco... piccolo, troppo, troppo piccolo e limitato, senza una sua dignitosa autonomia. Così l’oggetto perdeva lena e sequenza, diventando accatto, paccottiglia senza determinatezza. Ed il bello era che tutto ti scivolava sulla pelle, diventando, appunto, incomprensibile, maculato di un uso improprio in cui mancava la tessitura di idee, che diventavano labili e confuse, insino allo smarrimento.

lunedì 26 novembre 2012

I custodi della biblioteca di Glenn Cooper (Newton Compton)



“Il destino di ogni uomo è un segreto sepolto nel silenzio... Il silenzio in cui si sono suicidati gli scrivani di Vectis. Dopo aver compilato la sterminata Biblioteca che riporta il giorno di nascita e di morte di ogni uomo vissuto dall'VIII secolo in poi, la loro eredità è una data: il 9 febbraio 2027. Ma la giovane Clarissa non sa nulla di tutto ciò. Il suo unico pensiero è fuggire. Fuggire da quell'abbazia maledetta, per mettere in salvo il dono più prezioso che Dio le abbia mai concesso. Il futuro dell'umanità è un mistero nascosto tra le pagine di un libro... Il libro in cui è indicato il giorno del giudizio. Mentre il mondo s'interroga su cosa accadrà davvero il 9 febbraio 2027, alcune persone ricevono una cartolina sulla quale ci sono il disegno di una bara e una data: il giorno della loro morte. Proprio come all'inizio della straordinaria serie di eventi che avevano portato alla scoperta della Biblioteca dei Morti. C'è soltanto una differenza: tutte le "vittime" sono di origine cinese. È una provocazione? Un avvertimento? L'ultima verità non è mai stata trovata... Will Piper ha trovato la pace: sa che vivrà oltre il 9 febbraio 2027, e ha deciso di lasciarsi alle spalle l'enigma della Biblioteca di Vectis e la sua secolare scia di sangue. Almeno finché suo figlio parte all'improvviso per l'Inghilterra e poi sparisce nel nulla. D'un tratto, per Will, ogni cosa torna a ruotare intorno all'origine della Biblioteca dei Morti. Lì dove tutto è cominciato. E dove tutto finirà.”






domenica 25 novembre 2012

Francesco Cassanelli Stami … E adesso? (ARACNE EDITRICE)



“Cosa si prova a perdere un amore? Cosa succede quando scopriamo che in realtà nessuna persona ci appartiene veramente?” Questa è l'esperienza che i protagonisti di questo romanzo si troveranno a vivere incrociando le proprie esistenze. Francesco, giovane laureato in attesa di partire per il servizio di leva, trova una provvidenziale quanto temporanea occupazione nel supermercato sotto casa. Qui conosce Elisa e con lei inizia un gioco di reciproca seduzione fino a che, suo malgrado, non scoprirà di essere un semplice spettatore di questa loro commedia. Un libro che parla innanzitutto d'amore, quale motore primo di ogni nuova esperienza. Ma anche un libro che cerca, attraverso le vicissitudini dei suoi personaggi, di rappresentare l'irresistibile desiderio di amare e di essere amati, sforzandosi di dipingere le scoperte, a volte dolorose, che accompagnano i protagonisti nella loro vita.

Francesco Cassanelli Stami nasce a Bazzano, in provincia di Bologna, nel 1972. Vive e lavora nella provincia di Modena, dove esercita la professione di avvocato. Questo è il suo primo romanzo.


sabato 24 novembre 2012

August di Christa Wolf, traduzione di Anita Raja (E/O). Intervento di Nunzio Festa



Il più bel regalo. "August", il racconto lungo che Christa Wolf ha lasciato al marito Gerhard, é il più bel regalo che una scrittrice potesse fare all'amore d'una vita intera, all'amore assoluto: "Senza di te sarei stata un'altra persona", dice infatti in dedica di chiusura C. Wolf al suo Gerhard. "Un piccolo grumo di memoria - é stato detto - che la scrittrice ha riplasmato nel luglio dell’anno scorso pochi mesi prima di morire. Con tocco quasi elegiaco, senza le tensioni ideologiche ed esistenziali di quell’opera autobiografica del 1976 (Trama d'infanzia, ndr) nella quale aveva ritratto se stessa e gli anni del crollo del nazismo attraverso il personaggio della giovane Jenny Jordan. Nelle ultime pagine del libro c’erano già con lei, in sanatorio, il piccolo August e Hannelore rapita dalla tisi a soli cinque anni. Figure marginali allora, sagome appena sbozzate in un’epoca di deliri e follie, che ora riemergono nelle pagine terse di quest’ultima prosa, icone di una lontana identità che la parola sa riannodare al presente". Ed è vero, anche, che i territori della letteratura affermano con forza quanto il 'il passato non é morto' - perché è storia e storie, insomma. Ecco, comunque, in sintesi il soggetto che si fa quasi pellicola in tono minore. Un uomo alle soglie della pensione, che tra le altre cose ha superato una malattia, cresciuto, si sposa con Trude ed è già vedovo da due anni. Fa l’autista, e mentre sta appunto riportando in pullman da Praga a Berlino una comitiva di turisti, mentre guidando costeggia l’Elba, si ferma a Dresda, lambisce lo Spreewald, il passato torna e si fa riscrivere in forma persino di memoria. Nonostante, dobbiamo quindi giustificare, s'usi un'ottima terza persona. Insomma August si vede (ricorda) bambino. E trova un orfanello lasciato nel sanatorio che fu Rocca dei tarli. Di maturazione in maturazione, verso la maturazione, August s'unirà a Trude. La certezza, l'amore. Felicità.

venerdì 23 novembre 2012

Antonio V. Gelormini pubblica Episcopius Troianus – il taccuino di Troia (Gelsorosso edizioni)



«Kaspar Jr. Van Wittel era letteralmente catturato dall’imponenza affascinante delle Alpi, mentre ne sorvolava le cime innevate e mentre si apprestava a sfogliare le pagine nascoste di una storia senza fine».Il Gran Tour di Kaspar jr. si dipana sulle tracce accattivanti di linee architettoniche familiari e lungo i riverberi di sentimenti devozionali insistentemente tramandati. Un percorso tracciato negli anni della sua infanzia olandese dai racconti di una nonna “incantevole” che, come un filo d’Arianna, lo guideranno dalla Firenze di Raffaello alla Roma dei Papi, dalla Napoli carolingia alla familiare Reggia vanvitelliana di Caserta. Fino al cuore dell’entroterra dauno: Troia. Episcopius Troianus “racconta” il Palazzo Vescovile di Troia, nella percezione stessa di “soggetto episcopale”, attraverso le sue vicissitudini, quelle dei Vescovi che l’hanno abitato, quella di un’originale pala d’altare del Solimena, nonché della tribolata vicenda di preziosi volumi e codici emigrati “forzosamente” verso biblioteche più blasonate. È anche il racconto di una Diocesi e di una Città, Troia, che ha rappresentato un importante pezzo di storia di questo suggestivo angolo di Puglia.



Antonio V. Gelormini, nato a Troia (Fg) il 24 agosto 1956, vive a Bari, dove ha frequentato i corsi della Facoltà di Economia e Commercio degli Studi “A. Moro”. Ha diretto importanti strutture turistico-alberghiere di catene nazionali ed internazionali (Club Méditerranée, Accor Group e Cit Hotel). Dal 2006 è giornalista pubblicista. Editorialista del quotidiano telematico «Affari Italiani», è redattore-capo della sezione “Puglia”. È stato responsabile della pagina turismo del quotidiano «La Prealpina» di Varese, ed è corrispondente di numerose testate online. Collabora con i principali quotidiani pugliesi. È responsabile del progetto Daunia Vetus della Diocesi di Lucera-Troia, per la nascita di un Distretto Culturale (www.dauniavetus.it). Nel giugno 2009 ha ricevuto il “Premio Giornalistico Città di Riccione” assegnato ogni anno alle migliori firme del giornalismo italiano di viaggi e turismo.